Lettera al quotidiano Il Tempo contro la ministra Azzolina: mia figlia era una maestra ed è stata licenziata dallo Stato.

Buongiorno signor Direttore, ieri mattina 18 maggio, il suo quotidiano, ha aperto in prima pagina con il suo articolo titolato “Oggi si licenzia, pasticcio del governo, manca il decreto bis”. Lei stesso molto lucidamente spiega che il divieto di licenziamento, stabilito dall’articolo 46 del decreto Cura Italia, valeva 60 giorni dalla data di pubblicazione avvenuta il 17 marzo, è quindi scaduto nella sua efficacia il 17 maggio, in attesa del nuovo decreto Rilancia Italia, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tutto ciò viene giustamente definito un pasticcio, che presumibilmente verrà risolto con la pubblicazione del nuovo decreto, mi permetto di aggiungere.

Dopo le sentenze di varie Corti, Consigli e tribunali, ai quali è stato dato il compito di districare l’ ormai indecifrabile matassa, vista l’ incapacità politica di risolvere la questione, si è passati, non si sa in che ordine e con che criterio, al licenziamento delle maestre, divenute nel frattempo insegnanti di ruolo, in graduatoria, con un ciclo didattico già iniziato da anni e la conferma della prosecuzione dello stesso anche per il prossimo anno scolastico.

Giovedì 14 maggio mi è arrivato un messaggio con il quale mia figlia, che è una di quelle insegnanti in ruolo delle quali scrivevo prima, mi diceva di essere stata licenziata. Il provvedimento dell’Ufficio Provinciale Scolastico è protocollato in data 06.05.20.
La prima domanda che pongo è molto semplice: può lo Stato licenziare in un periodo di emergenza riconosciuto dallo stesso, e con in essere una normativa sempre dallo Stato emessa, che prevede per tutti il blocco dei licenziamenti? A questo va pure aggiunto che per questa categoria non è prevista neppure l’ indennità di disoccupazione, perché lo Stato non licenzia, questo è il postulato.

Ma come si fa a licenziare persone che stanno lavorando bene e con passione, a detta di colleghi e superiori, che sono già testate e che hanno cominciato a fare progetti per il futuro basandosi sul proprio impiego? Non sono un giurista, ma a me sembra chee dovrebbe essere penalizzato chi ha fatto la norma sbagliata, non chi, senza demerito alcuno, viene licenziato. A questo punto la seconda domanda: per sanare i danni fatti, potrebbero i partiti inserire un emendamento nel prossimo decreto Rilancio per sanare questa incredibile situazione? Tra l’altro a costo zero, perché si tratta di insegnanti già assunti, al lavoro e stipendiati”. Infine dopo aver ricordato la situazione lavorativa precaria e personale scroive anche che, “la ministra Azzolina assume con decreto 4500 precari nella scuola…ma come, da una parte assume, dall’altra licenzia le maestre di ruolo? Ma che senso ha? Non sarebbe stato più semplice e a costo zero, stabilizzare le maestre di ruolo, cancellando la riserva posta loro al momento dell’assunzione? Tra tutte le incongruenze, o se preferite corti circuiti, di ieri e di oggi, alle quali ho sopra accennato, mi sembra che da uno stato di emergenza sanitaria stiamo passando ad uno stato di disfatta totale“.

di Pierluigi Moro* (portiere di notte)