Il ministro Valditara:
“Sbaglia a non denunciare i ragazzi, questo non è educare”
“Un insegnante aggredito che banalizza quanto avvenuto dicendo che non si è trattato di una aggressione, che ha voluto accettare il loro “linguaggio”, stia scardinando il principio di autorevolezza che la scuola deve incarnare”

“Io penso che un insegnante aggredito che in qualche modo banalizza quanto avvenuto dicendo che non si è trattato di una aggressione, che ha voluto accettare il loro “linguaggio”, e che aggiunge di non volerli denunciare non stia compiendo un atto educativo, bensì stia scardinando il principio di autorevolezza e responsabilità che la scuola deve incarnare”.
Valditara: “Da genitore e da ministro non condivido”
“Sta di fatto dicendo ai ragazzi che non c’è differenza tra rispettare le regole e ignorarle. Da ministro, ma anche da genitore, non posso condividerlo”. “Ci vuole un messaggio educativo forte: non si accetta il linguaggio della prepotenza, l’autorità va rispettata. Il professore sostiene che la denuncia avrebbe “distrutto il futuro” dei tre ragazzi: la sanzione non distrugge il futuro, serve a far maturare la persona. Oltretutto, essendo minorenni, per quello che hanno fatto non è prevista certo la galera, ma altri strumenti rieducativi. Non è “cattivismo”, è educare al farsi responsabili”.
Si muova la Procura