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SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO LAVORATORI SCUOLA

Congedi, permessi e tutele personale scolastico

A partire dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore significative novità legislative e operative in materia di congedi, permessi e tutele per il personale docente, educativo e ATA delle istituzioni scolastiche italiane. Le modifiche derivano principalmente dalla Legge 18 luglio 2025, n. 106 (che integra e rinnova parte della disciplina dei permessi e congedi) e dalla Legge di Bilancio 2026, che interviene sulle tutele a sostegno della genitorialità e sulla gestione delle assenze.

Congedi e permessi per motivi di salute

Permessi retribuiti per visite, esami e cure mediche.

Dal 1° gennaio 2026 la normativa introduce un nuovo diritto a 10 ore annue di permesso retribuito, aggiuntive rispetto a quelle già previste dal CCNL e dalla normativa vigente, destinate ai lavoratori affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, da malattie invalidanti o croniche (invalidità ≥74%) o ai genitori di figli minorenni con analoghe condizioni di salute.

Caratteristiche principali:

  • Permessi retribuiti (con copertura previdenziale figurativa);
  • Utilizzabili per visite, esami strumentali, analisi clinico-chimiche e cure mediche frequenti con prescrizione medica.
  • Congedo straordinario per gravi patologie

Viene inoltre riconosciuto il diritto a un congedo non retribuito fino a 24 mesi, con conservazione del posto di lavoro, per il personale che si trova nelle condizioni sanitarie sopra descritte. Tale congedo può essere continuativo o frazionato e non pregiudica la maturazione di alcuni diritti accessori legati al rapporto di lavoro.

Tutele a sostegno della genitorialità

Congedo parentale

La Legge di Bilancio 2026 modifica il limite di età per la fruizione del congedo parentale: a decorrere dal 1° gennaio 2026 il congedo è fruibile fino al compimento del 14° anno di età del figlio, estendendo il precedente limite di 12 anni.

Malattia del figlio

Analogamente, si amplia il diritto all’assenza per malattia del figlio: ciascun genitore può fruire di 10 giorni annui di assenza non retribuita fino al compimento del 14° anno di età, rispetto al precedente limite di 5 giorni fino a 8 anni.

Implicazioni operative per le istituzioni scolastiche

Le novità normative richiedono interventi immediati da parte delle scuole sul piano gestionale e amministrativo:

  • Adeguamento dei sistemi e procedure interne

Le segreterie scolastiche devono aggiornare i software gestionali, i protocolli di rilevazione delle assenze e le procedure di inserimento dati nei flussi UNIEMENS per:

  • distinguere i nuovi permessi introdotti dalla L. 106/2025 rispetto ai permessi e congedi esistenti;
  • codificare correttamente cause, tipologie e motivazioni delle assenze;
  • garantire la corretta trasmissione delle informazioni ai servizi di gestione amministrativa (INPS/ministero).

INPS e regolamentazione applicativa

La Circolare INPS n. 152 del 19 dicembre 2025 fornisce chiarimenti di dettaglio sull’applicazione dei nuovi permessi retribuiti, specificando requisiti, modalità di certificazione e documentazione sanitaria necessaria.

Formazione e informazione al personale

È essenziale predisporre materiali informativi, linee guida interne e sessioni di aggiornamento per dirigenti, segreterie e personale scolastico, al fine di garantire una corretta gestione delle nuove tutele e diritti. Questo è particolarmente importante per evitare errori di calcolo dei giorni/ore e per assicurare la fruizione dei benefici senza penalizzazioni per i lavoratori.

Considerazioni finali

Le novità sui congedi, permessi e tutele che entrano in vigore dal 1° gennaio 2026 rappresentano un passo importante verso una maggiore conciliazione tra salute, famiglia e lavoro. Le istituzioni scolastiche devono farsi trovare pronte all’adeguamento operativo di sistemi, procedure e competenze per:

  • garantire corretta applicazione normativa;
  • assicurare i diritti del personale;
  • favorire trasparenza e coerenza nella gestione amministrativa delle assenze.

Il periodo di transizione richiede attenzione, coordinamento interno e stretto dialogo con enti preposti (INPS, MIUR) e con i rappresentanti sindacali per affrontare eventuali criticità applicative.

da SNALS VENEZIA