COVID: UN’OPPORTUNITÀ PER FORMARE MEGLIO I DOCENTI

Si è incentrato sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicati alla Scuola l’intervento del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Dubai: durante un colloquio tenuto con i giornalisti nel corso di Expo 2020, il numero uno del dicastero bianco ha annunciato quali saranno i capisaldi dell’investimento: dalla costruzione di nuove scuole alla messa in sicurezza di quelle che abbiamo, dagli investimenti per realizzare nuovi asili nido al rilancio degli istituti tecnici e professionali.

Al Sud maggiore attenzione

Bianchi ha detto che “la scuola è trasversale, investire in scuola vuol dire investire nel Sistema Paese, ed è investendo lì che tutto il sistema Paese deve crescere. Per questo abbiamo messo tanta enfasi agli investimenti nel Mezzogiorno” nei fondi dell’istruzione dal Pnrr. “Perché tutto il Paese deve crescere, è un problema di dimensioni critiche”.

“Mentre noi investiamo in educazione – ha aggiunto – stiamo investendo su una cosa fondamentale. Stiamo formando persone che dovranno affrontare nei prossimi anni anche grandi incertezze come abbiamo dimostrato in questo periodo”.

Bianchi ha quindi parlato del personale scolastico, ad iniziare dei docenti. “Avere persone solide, persone che sono capaci di gestire tecnologie, di trasformare tecnologie, diventa fondamentale per mantenere un cammino di crescita del Paese. La politica del governo è chiarissima in questo: si utilizza il rimbalzo del Covid per dare un’accelerata al Paese”.

Docenti da formare per gestire le tecnologie

“Abbiamo ovviamente un programma importantissimo di formazione degli insegnanti“, ha spiegato poi il ministro.

“Quest’anno noi abbiamo assunto 60.000 nuovi insegnanti e 40 mila li stiamo assumendo, quindi alla fine dell’anno avremo 100mila insegnanti nuovi in più”, ha detto, ricordando l’impegno di assumere 30mila insegnanti all’anno a partire dal 2022.

“Noi – ha continuato il ministro – dobbiamo mantenere una crescita costante che permetta di recuperare opportunità per tutti, che permetta di ridurre il debito accumulato nel tempo” e “che permetta anche di riposizionare l’Italia come non soltanto il luogo della grande bellezza, della moda, ma anche delle grandi tecnologie. Noi siamo un Paese che è capace di essere di riferimento nel mondo sulle tecnologie e anche sulla scuola”.

Il titolare dell’Istruzione nazionale ha quindi detto che con i fondi del Pnrr dedicati all’Istruzione “abbiamo fatto e stiamo facendo un’operazione veramente straordinaria”.

Potenziare i cicli scolastici più deboli

“Già prima del Pnrr avevamo investito in maniera significativa sulle scuole”, soprattutto “nelle scuole tecniche e nelle grandi scuole professionali. A questo abbiamo aggiunto 5,2 miliardi del Pnrr”, un piano “non soltanto della ripresa del Paese ma anche della capacità di innovare del Paese”. Di questa cifra, “abbiamo messo, tra l’altro facendo una scelta coraggiosa, 2,4 miliardi sugli asili nido“.

Tutto ciò perché, ha continuato Bianchi, “le differenze cominciano da lì. Riuscire a permettere a tutti i bambini nel nostro Paese di avere stesse opportunità è un fatto non solo di giustizia sociale ma di accelerazione del Paese”, ha spiegato il ministro. Poi, ci sono fondi per la scuola dell’infanzia e “scuole innovative, che imparano proprio da questo padiglione” dell’Italia a Expo Dubai “che si possono fare scuole a zero consumi” e “riciclando anche tutti i beni”.

La ripartizione dei miliardi del Pnrr

Bianchi si è quindi soffermato sulla “messa in sicurezza di tutto il nostro sistema”, investimenti per “le mense, le palestre“. Tutto questo, “per fare delle scuole” un “luogo dell’incontro e della comunità”.

“Adesso abbiamo altre risorse da investire, notevoli. Nel complesso, al sistema istruzione, ricerca e università sono andati oltre 30 miliardi di cui 18 all’istruzione e il resto a università e ricerca”, ha spiegato il ministro. Dei fondi all’istruzione, “ne rimangono 12 ancora sulla costruzione di ambienti non solo sicuri, ma anche ambienti adeguati alla nuova didattica”.

Il ministro ha sottolineato poi l’importanza delle “riforme che stiamo facendo” e che “riguardano soprattutto la scuola tecnica e professionale che resta il punto cruciale non solo per evitare la dispersione scolastica, ma per permettere a tutto il nostro Paese di potersi muovere”.

Spazio alle scuole innovative

Quindi, il ministro ha parlato delle scuole innovative, cui saranno destinati 800 milioni del Pnrr: “Non è un fatto positivo solo per le scuole, ma sarà “un grande catalogo delle competenze italiane in materia di nuova edilizia sostenibile”.

Ciò “credo che sia una cosa importante: non guardare gli investimenti nella scuola come solo un fatto che riguarda” solo l’istruzione, perché investire “per riqualificare tutto l’immenso patrimonio che noi disponiamo, sul recupero delle disparità regionali, su tutto il recupero della dispersione scolastica, non riguarda solo la scuola”.

da La Tecnica della Scuola