Emergenza sostegno, i perché di un’immissione in ruolo necessaria

Sul sostegno occorrono soluzioni coerenti e rispettose del fabbisogno delle scuole. Ecco una proposta di soluzione

Il “Movimento nazionale docenti specializzati e specializzandi sul sostegno”, diffuso in buona parte delle università d’Italia, coinvolge 14.224 docenti specializzati sul sostegno, in possesso di una forte motivazione e di un’ampia formazione post-laurea, e quindi in grado di garantire didattica di qualità, continuità didattica e concretizzazione del “progetto di vita” alle alunne e agli alunni con disabilità. Vorremmo raccontare una “storia all’italiana”, nella speranza di fare chiarezza in merito all’emergenza sostegno. Punto di riferimento essenziale della nostra breve analisi, è la tutela dei diritti della persona con disabilità e della sua famiglia, con uno sguardo attento anche alla “filiera dell’istruzione” e alla società nel suo complesso.

Il sostegno didattico agli studenti con disabilità, diritto sancito dalla legge 104/1992, rappresenta una vera e propria eccellenza per il nostro Paese e un modello di inclusione da prendere in considerazione per tutti gli Stati dell’Unione Europea, e non solo. Eppure, una normativa così attenta e puntuale si scontra con una realtà che, troppo spesso, la disattende.

Infatti, i posti di sostegno in deroga, per l’anno scolastico 2020-2021, hanno quasi raggiunto il numero dei posti in organico di diritto. L’organico di diritto, assegnato dal ministero dell’Istruzione ad ogni regione, non riesce a coprire le reali esigenze di sostegno didattico. Non garantire la presenza stabile dell’insegnante di sostegno, che segua costantemente l’alunno nel processo di formazione, autonomia, integrazione e inclusione, compromette la continuità dell’intervento individuale e i progressi compiuti dall’alunno.

Inoltre, l’instaurarsi di una relazione positiva tra insegnante e alunno con disabilità, punto di partenza per la didattica e lo sviluppo formativo, richiede tempo e competenze. Non di rado, dopo la faticosa costruzione di una relazione di fiducia con lo studente e il gruppo-classe, il docente di sostegno non viene riconfermato e tutti i progressi maturati risultano vanificati. L’insegnante specializzato sul sostegno, tra le sue funzioni, comprende il mediare, la didattica, le relazioni, la comunicazione; egli rappresenta quindi una risorsa fondamentale per promuovere la piena inclusione dell’alunno con disabilità.

Negli ultimi mesi hanno conseguito la specializzazione 14.224 nuovi docenti di sostegno, “sopravvissuti” a tre prove concorsuali che hanno registrato oltre l’80% di bocciati. Nel rispetto del DM 249/2010, i corsisti hanno affrontato un percorso formativo caratterizzato da numerosi esami “in itinere”, tirocinio presso gli istituti scolastici “accoglienti”, impiego delle Tic (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione) ed esame finale. Stiamo parlando di un corso che non consente un’ora di assenza, neppure di fronte a gravi patologie o incidenti o lutti familiari. Assenza è sinonimo di esclusione del corsista.

Saggezza e buona gestione della pubblica amministrazione vorrebbero che, dal 1° settembre 2020, i 14.224 neo-specializzati e le colleghe e i colleghi specializzati ancora presenti in graduatoria ad esaurimento o in graduatoria di merito, venissero immessi in ruolo su circa 20mila delle 80mila cattedre attualmente prive di titolare. Stiamo parlando di appena il 25% del fabbisogno di docenti di sostegno documentato dagli organici. Invece, il concorso straordinario, il cui bando è stato modificato relativamente alla tipologia di prova, richiede agli aspiranti anche quei tre anni di docenza già utilizzati per l’accesso al IV ciclo Tfa sostegno. Di conseguenza, molti posti liberi previsti dal concorso straordinario non verranno assegnati, perché il 75% degli specializzati non è in possesso delle tre annualità. Relativamente al concorso ordinario, è chiaro per tutti che verrà rinviato “sine die”, mentre i posti di sostegno non assegnati attraverso il concorso straordinario resteranno inutilizzati.

La nostra richiesta di immissione in ruolo di tutti i docenti specializzati sul sostegno non significa che abbiamo rinnegato o che rinneghiamo i concorsi. Siamo stati preparati ampiamente per partecipare. Oggi, però, l’emergenza Covid-19 ha modificato sostanzialmente la certezza che i concorsi vengano espletati in tempo per il prossimo anno scolastico. Il “decreto Scuola” prima, e il “decreto Rilancio” successivamente, che noi abbiamo seguito con grande attenzione, in concreto non hanno affrontato l’emergenza sostegno. Alcuni emendamenti sono stati presentati da diverse fazioni politiche della maggioranza ma non hanno ricevuto voti sufficienti o sono stati bocciati. Riponiamo la nostra fiducia, per l’ultima volta, nel “decreto Semplificazione”, con la speranza che la maggioranza mantenga la parola data.

Per quanto concerne il problema delle cattedre di sostegno, ricordiamo l’inadempienza del Miur che, a tutt’oggi, non ha ottemperato alla rimodulazione degli organici di diritto di sostegno, tuttora incentrati su dati “aggiornati” al 2006, rimodulazione sancita da due sentenze del Tar Lazio (n. 196/2019 e n. 923/2020). Riteniamo giusto che i docenti di sostegno, inconfutabilmente in possesso dei titoli e del “merito” richiesti anche dagli stessi genitori, vengano immessi in ruolo per garantire l’istruzione di qualità, la continuità didattica e la realizzazione del “progetto di vita” agli studenti con disabilità, oggi e negli anni a venire. Confidiamo nel sostegno dell’intero governo e di tutte le forze politiche a favore della nostra battaglia di civiltà, nel solco del dettato costituzionale che rimarca il dovere della Repubblica italiana di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la fruizione del diritto all’istruzione.

È un disastro annunciato, invece, quello delle cattedre di sostegno per le scuole medie messe a concorso ma inutilizzabili per mancanza di docenti specializzati. Ecco i numeri: concorso straordinario, 2.815 posti in eccesso rispetto agli insegnanti specializzati disponibili; concorso ordinario, 1.816 cattedre destinate a restare prive di nuovi professori, dato che i nuovi docenti con specializzazione, per i quali il ministero ha programmato le prove per l’immissione in ruolo, non esistono! Il totale è di 4.631 posti inutili ed inutilizzabili da docenti specializzati inesistenti. Clamorosamente, nello stesso tempo, per i concorsi destinati alle scuole superiori mancano 3.652 cattedre, in rapporto al numero degli specializzati sul sostegno disponibili. Sarebbe sufficiente una clausola di salvaguardia nel bando di concorso straordinario che preveda il “recupero” di tutte le cattedre non utilizzabili per lo straordinario stesso e l’ordinario della scuola secondaria di primo grado, sempre a causa della mancanza di specializzati sul sostegno, sia attraverso la rimodulazione dei posti tra ordini di scuola, sia tra le cattedre dei concorsi straordinario e ordinario. Chiusi i conti, avanzerebbero ulteriori 1.000 cattedre inutilizzate, magari da “recuperare” anch’esse per gli altri ordini di scuola, elementare e materna.

Si allega al presente documento lo studio del dottor Federico Deiara sulle cattedre “inutilizzabili”, presenti nelle tabelle delle procedure concorsuali. Giunti al termine della nostra storia, auspichiamo una fattiva collaborazione, al fine di affrontare con rinnovato impegno la battaglia di civiltà in difesa del diritto a un’istruzione di qualità per tutte le alunne e tutti gli alunni con disabilità.

Cattedre di sostegno “inutilizzabili”

Nella tabella sotto riportata viene proposto un raffronto tra il numero di docenti specializzati e i posti di sostegno messi a concorso nelle due procedure previste (concorso ordinario e concorso straordinario) per la scuola secondaria di primo grado.

Tirando le somme si evince che, al termine delle procedure concorsuali, ben 4.631 (2.815+ 1.816) cattedre non saranno assegnate per mancanza di specializzati.

N.B. I calcoli sono stati eseguiti ipotizzando che tutti i partecipanti alle procedure concorsuali ottengano un esito positivo.

Nella tabella sotto riportata viene proposto un raffronto tra il numero di docenti specializzati e i posti di sostegno messi a concorso nelle due procedure previste (concorso ordinario e concorso straordinario) per la scuola secondaria di secondo grado

Tirando le somme si evince che, al termine delle procedure concorsuali, mancano 3.652 per poter immettere in ruolo tutti gli specializzati.

N.B. I calcoli sono stati eseguiti ipotizzando che tutti i partecipanti alle procedure concorsuali ottengano un esito positivo.

Ipotesi di proposta per il recupero delle cattedre di sostegno non utilizzabili per i concorsi straordinario e ordinario della scuola secondaria di primo grado, da rimodulare a favore della secondaria di secondo grado con apposita clausola di salvaguardia nei bandi di concorso straordinario e ordinario

– Cattedre non assegnabili al termine dei concorsi straordinario e ordinario per mancanza di docenti specializzati sul sostegno nella scuola secondaria di primo grado: 4.631

– Cattedre mancanti per poter immettere in ruolo tutti i docenti Specializzati sul Sostegno nella scuola secondaria di secondo grado: -3.652

– Cattedre in eccesso dopo la rimodulazione: 4.631 – 3.652 = 979

Sarebbe sufficiente una clausola di salvaguardia nei bandi di concorso straordinario e ordinario che preveda il “recupero” di tutte le cattedre non utilizzabili per i concorsi straordinario e ordinario della scuola secondaria di primo grado, a causa della mancanza di specializzati sul sostegno, sia attraverso una rimodulazione dei posti tra ordini di scuola, sia attraverso una rimodulazione su base regionale, sia attraverso una rimodulazione dei posti tra concorso straordinario e concorso ordinario.

da Il Sussidiario –  – Rita Marras, Federico Deiara