Problematiche personale ATA

Siamo alla chiusura dell’anno scolastico e pare utile fare il punto rispetto alla situazione del personale ATA.

Quest’anno l’organico ATA, pur in presenza del calo di 86.850 alunni, non ha subito modifiche sostanziali, poiché, come lo scorso anno, per determinare i posti di assistente amministrativo e di collaboratore scolastico è stato utilizzato il criterio d’incidenza degli alunni disabili certificati. L’unica diminuzione riguarda il profilo di DSGA che registra un calo di 74 unità a causa della diminuzione di scuole normo-dimensionate.

Nonostante la sempre più complessa struttura organizzativa necessaria per il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche, continua a non essere popolata l’ Area C, che avrebbe dovuto introdurre le figure dei Coordinatori amministrativo e tecnico, di supporto alla funzione del DSGA.

Inoltre, l’attuale situazione sanitaria e le notizie che circolano in questo momento, legate alla riapertura delle scuole a settembre, dovrebbero portare ad una seria riflessione su come sarà possibile il funzionamento delle istituzioni scolastiche senza il ricorso ad un numero di collaboratori scolastici di molto superiore rispetto a quanto previsto dagli organici. Infatti appare improbabile riuscire ad applicare appieno le indicazioni contenute nel documento del comitato tecnico scientifico che, finalizzate al contenimento del virus e alla salvaguardia della salute di studenti e operatori scolatici, prevedono un maggior carico di lavoro soprattutto legato alla sorveglianza degli allievi ed alle pulizie, che dovranno essere sempre molto accurate, con interventi continui di igienizzazione di locali, arredi e di tutti i materiali utilizzati, sia didattici che non.

Tutto questo considerando che già ora, soprattutto negli istituti comprensivi con più plessi, la dotazione organica dei collaboratori scolastici non è sufficiente nemmeno per garantire apertura e chiusura. In questi casi il personale è spesso costretto a prestare il proprio servizio parte il mattino e parte il pomeriggio o ad alternarsi con le maestre nell’apertura e chiusura del plesso. L’aumento di organico appare quindi necessario e lo SNALS ritiene debba riguardare il personale inserito nelle graduatorie vigenti e non gli ex LSU che già fruiscono di una riserva di posti.

Non ultimo è da segnalare il mancato inserimento nell’organico di un congruo numero di assistenti tecnici che già si sono dimostrati indispensabili per il supporto offerto alla didattica a distanza, evidenziando la necessità ormai non più procrastinabile di prevedere gli assistenti tecnici in ogni ordine di scuola. Questo sia per il supporto che ordinariamente gli assistenti tecnici possono offrire alla didattica che sempre più si avvale di strumenti informatici sia per fronteggiare nuove eventuali situazioni emergenziali che si potrebbero presentare nel corso del nuovo anno scolastico.

E proprio in virtù dell’emergenza sanitaria che ancora stiamo affrontando, appare importante sottolineare quanto sarebbe opportuno l’inserimento in organico di personale infermieristico per la gestione degli alunni e del personale che dovesse manifestare sintomi di infezione.

Infine appare anche evidente la disparità di trattamento riservata al personale ATA rispetto a quanto previsto per il personale docente. Infatti l’organico ATA ha subito dei tagli nel corso degli anni che non sono mai stati recuperati in alcun modo, a differenza del personale docente che dal 2015 ha potuto beneficiare dell’organico potenziato.

Lo SNALS ha quindi richiesto con fermezza l’incremento degli organici, ma dal Ministero non sono arrivati segnali positivi, tanto che questa richiesta è una delle motivazioni alla base dello sciopero dell’8 giugno.

A seguito dell’emergenza sanitaria è stata introdotta per la prima volta la procedura di inserimento delle domande dei cosiddetti “24 mesi” per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali tramite la piattaforma di Istanze on line. Tale procedura è stata predisposta in tempi piuttosto rapidi e, inevitabilmente, necessita di correzioni finalizzate ad un inserimento più agile e puntuale e alla produzione di una bozza della domanda con anche il calcolo del periodo utile e del punteggio spettante. Il sistema purtroppo non permette di importare i servizi presenti a SIDI, perché le due piattaforme non dialogano tra loro con l’obbligo dell’inserimento dei servizi deve essere comunque fatto, ma le richieste di miglioramento delle procedure saranno presentate al Ministero per avere il prossimo anno una procedura più snella e precisa.

Abbiamo avuto indicazioni dal Ministero circa la ripresa dei lavori di correzione delle Commissioni del concorso ordinario per i DSGA che, su base regionale, procederanno poi alla pubblicazione dei candidati ammessi a sostenere la prova orale, nell’intento di produrre entro l’estate la graduatoria che permetta l’assunzione in ruolo dei vincitori del concorso. Lo svolgimento su base regionale naturalmente fa si che le operazioni non avvengano in maniera simultanea su tutto il territorio nazionale, quindi è probabile che non in tutte le Regioni saranno possibili le assunzioni dal primo settembre, anche se questo è l’obiettivo dichiarato. Quindi il problema della mancanza di DSGA si protrarrà anche per il prossimo anno scolastico, con la necessità di ricorrere ancora all’utilizzo di Assistenti amministrativi facenti funzione.

D’altro canto, per quanto riguarda invece gli attuali DSGA facenti funzione, non si riesce ancora ad avere un riscontro positivo da parte del Ministero, per il riconoscimento del valore e dell’importanza del lavoro svolto da questi colleghi che ha permesso il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche, con l’indizione di una procedura concorsuale riservata che resta sempre e comunque un obiettivo primario da raggiungere per il nostro sindacato e rientra anch’esso tra le rivendicazioni dello sciopero dell’8 giugno.

Quest’anno abbiamo avuto anche la grande novità dell’assunzione nei ruoli dei collaboratori scolastici degli ex LSU, con decorrenza 1 marzo 2020. Come è noto erano accantonati per queste assunzioni 11263 posti, che sono stati assegnati sia interi che part time, con un residuo di 1817 posti interi a livello nazionale. Il personale destinatario di tali contratti di assunzione non ha potuto presentare domanda di trasferimento e non può essere dichiarato soprannumerario per il triennio di durata del C.C.N.I. del 6/3/2019, quindi fino all’anno 21/22, così come chiarito nell’art.1 comma 6 dell’Ipotesi di CCNI concernente la mobilità ex art. 58, c.5- quinquies. Come previsto e nei limiti delle risorse finanziarie previste dall’articolo 58, commi 5, 5-bis e 5-ter, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 è attualmente è in fase di conclusione l’inserimento delle domande per la formazione di una graduatoria nazionale per permettere agli ex LSU destinatari di contratto part time e ai 128 soprannumerari ancora senza un posto di lavoro delle province di Taranto, Catanzaro, Palermo ed Enna di poter ottenere un posto intero in una provincia diversa da quella per la quale avevano fatto inizialmente domanda. Inoltre, a loro ulteriore tutela, i soprannumerari sono inseriti d’ufficio in questa graduatoria, per poter accedere ad un posto part time che eventualmente si liberi per gli esiti della procedura stessa. Conclusa questa fase, che dovrebbe rendere disponibili i posti part time di chi otterrà il tempo pieno, si dovrebbe procedere con la mobilità straordinaria e, a settembre, iniziare con la seconda selezione per i dipendenti delle imprese di pulizie in possesso del requisito del servizio di 5 anni, sempre comprensivi del 2018 e 2019, che si concluderà con l’assunzione di questo personale con decorrenza 1/1/2021. Nel periodo di svolgimento di questa ulteriore procedura di internalizzazione, i posti liberi potranno essere coperti ricorrendo all’attribuzione di supplenze al personale attualmente nelle graduatorie di istituto.

In conclusione è opportuno segnalare anche la mancanza di attenzione riservata alla formazione del personale ATA, per il quale non sono previsti, ad esempio, corsi specifici per i neo immessi in ruolo che vengono di fatto affidati ai DSGA o fondi al pari del bonus docenti, con i quali provvedere in autonomia al proprio aggiornamento professionale.

Roma, 8 giugno 2020

A cura degli Uffici centrali dello Snals Confsal