Studente: “Stiamo praticamente dando il nostro diploma in mano ad una scommessa”.

Sono un maturando al quinto anno di informatica. Non ho capito perché dobbiamo sempre dare prova della nostra incompetenza di fronte a delle situazioni di emergenza nazionale, non riesco proprio a comprendere perché dobbiamo fare il giochino del “rimandiamo la riaperture delle scuole di settimana in settimana” e non prendere delle soluzioni drastiche ma efficaci.

La maggior parte delle persone che legge questo post ha già svolto l’esame di maturità, sa di cosa si tratta, sa quanto bisogna prepararsi e sa qual è l’andazzo della classe pochi mesi prima della maturità vera e propria, un tryhard tra simulazioni, approcci alle prove e esercitazioni su esposizione orale. Adesso tutto ciò non è possibile, stiamo inesorabilmente rallentando il nostro percorso scolastico dinanzi alla tanto millantata “didattica online”.

La didattica online non funziona. O per lo meno non per le modalità con cui il ministero ha elargito. La scuola è rimasta ferma a un sistema datato, vecchio e desueto, implementare qualcosa di inefficente con qualcosa per cui non eravamo affatto organizzati ha portato gli studenti (e i professori) ad essere spaeasti. Per non parlare delle verifiche e interrogazioni online. Una buffonata tutta nostrana che soltanto professori decerebrati potevano inventarsi. Loro hanno in testa ancora il vecchio sistema scolastico senza capire che quello che stiamo facendo è soltanto una pezza momentanea per evitare che noi perdiamo il concetto di “scolarizzazione” piuttosto che la soluzione traslata delle lezioni in classe. Per non parlare che non tutti hanno i mezzi, alcuni abitano in paesini in cui non prende la connessione ed altri non hanno device con cui comunicare. Alcuni professori si rifiutano categoricamente di fare lezione online perché “eh sai noi con la tecnologia non ci sappiamo mica fare”

L’Italia non è pronta alla didattica online. E dinanzi a tutta questa confusione ed inefficenza le persone che più ne risentono siamo noi maturandi che stiamo praticamente dando il nostro diploma in mano ad una scommessa. L’unica cosa che chiediamo e che speriamo di ottenere ma che ogni giorno si rivela una delusione è una certezza. Vogliamo soltanto sapere come si svolgerà la maturità in modo tale da organizzare le lezioni successive in vista di una prova che non ci vede totalmente impreparati. Ma dinanzi a questa richiesta l’unica risposta che otteniamo è “no al 6 politico”.

Va bene. Ok. Ma se al posto che dire cosa NON vuoi fare sarebbe un ottimo passo se Azzolina iniziasse a dire cosa VORREBBE fare. Perché dobbiamo fare questi giochini che ci fanno perdere tempo? Tutto il corpo docente sa che ormai l’anno è finito. Perché dobbiamo continuare a prenderci in giro? Perché non possiamo avere almeno UNA certezza davanti ad una prova così importante come l’esame di stato? Perché non si può avere un minimo di spirito di iniziativa e non dire “vedremo dagli scenari”? Ogni giorno perso a dire “valuteremo la maturità in base agli scenari” è un giorno in meno in cui possiamo organizzare le lezioni per prepararci al meglio.

da: Reddit