Ministro Azzolina: delirio di onnipotenza

C’è la pandemia del coronavirus, tutta l’attenzione è rivolta al suo contenimento e a risolvere i gravi problemi che essa comporta.

Anche la scuola è investita da importanti problematiche, perché occorre plasmare un suo nuovo modo di essere, iniziando dall’esperienza della didattica a distanza che non deve essere considerata come sostitutiva di quella in presenza, ma solamente complementare. In queste settimane un terzo degli alunni è rimasto escluso da questa nuova metodologia di insegnamento e pertanto occorrerà programmare un sistema didattico alternativo che non sia uno scimmiottare le lezioni in classe.

Ma oltre a ciò vi sono i problemi che giorno dopo giorno vanno aumentando e aggravandosi, come per esempio:

 

  • il contratto della mobilità, che nell’attuale situazione di emergenza deve prevedere misure eccezionali;
  • i contratti di supplenza per il prossimo anno scolastico per evitare un gran numero di classi senza docenti;
  • il rinnovo delle graduatorie di istituto;
  • la conferma dei precari negli attuali posti;
  • la stabilizzazione di tutto il personale scolastico con concorsi riservati per titoli;
  • i nuovi bandi di concorso.

Tutti temi che vanno affrontati con il confronto e il coinvolgimento di chi sarà chiamato a realizzarlo.

E cosa fa il ministro Lucia Azzolina? Il ministro si considera autoreferenziale, non rispetta i patti e decide di procedere unilateralmente, senza aprire alcun confronto, non coinvolgendo le organizzazioni sindacali che rappresentano un milione di lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola.

Certo, vi è la necessità di adottare misure in tempi rapidi, ma ciò non giustifica il mancato coinvolgimento dei rappresentati dei lavoratori, anche perché sono da assumere scelte coraggiose ed innovative comportanti forti sacrifici.

Questa mancanza di rispetto del ruolo sindacale a cui la Azzolina è avvezza rappresenta un vero e proprio comportamento antisindacale in base all’art. 28 della legge 300/70, di cui potrebbe rispondere davanti alla magistratura.

Non può non venire in mente quanto successe nel 1926, allorché furono approvate le norme che abolirono la pluralità rappresentativa dei lavoratori, sostituendola con il sindacato unico obbligatorio, giuridicamente riconosciuto: l’Italia si avviava verso la dittatura totalitaria.

Utinam…. (Azzolina a casa a studiare la grammatica  e ad imparare a non copiare le tesi)

 

Giuseppe Antinolfi

Segretario Provinciale

SNALS CONFSAL di Milano