Fischia il sasso… Spira un’aria strana, aria di ventennio.

Siamo in un periodo segnato da una grave emergenza sanitaria e in questo momento difficilissimo per il Paese il Presidente della Repubblica, come è giusto che sia, si rivolge a tutti gli Italiani sollecitando collaborazione e responsabilità e invocando “l’unità nazionale”: “Per rinascere dobbiamo essere uniti come nel Dopoguerra.

L’appello del Capo dello Stato non si discute e senza discussioni o polemiche deve essere accolto da tutti, semplici cittadini e altolocati.

Imitando il “Principe” di Palazzo Chigi il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina si ritiene superiore alle esortazioni del Presidente Mattarella ed il suo senso di collaborazione e responsabilità si realizza col poco rispetto delle previgenti norme e disposizioni contrattuali del comparto scuola, con l’attribuirsi motu proprio poteri straordinari ed eccezionali, con l’ignorare l’art. 33 della Costituzione che stabilisce la libertà di insegnamento e l’art. 32, quello del diritto alla salute anche per il personale scolastico.

Nostalgica forse dell’epoca del “Libro e moschetto” durante la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività didattiche ha preteso che nonostante l’epidemia in corso il personale scolastico fosse presente negli istituti. Il personale all’interno dell’edificio scolastico poteva pure osservare la regola aurea del metro di distanza, ma a scuola bisognava andarci, pur non sapendo volare. Eppure la direttiva del ministro per la Pubblica amministrazione Dadone era chiara al riguardo. Ma tant’è al Governo la mano destra non sa quello che fa la sinistra!

Ecco poi la direttiva sulla didattica a distanza, attività neppure normata sotto il profilo strettamente giuridico. Ma il ministro Lucia Azzolina ligio allo stile del “il capo sono io e qui comando io!” con toni poco democratici la impone, ignorando consapevolmente che le modalità di organizzazione del lavoro siano oggetto di contrattazione sindacale. Colpevolmente non ha aperto preliminarmente alcun confronto con le parti sociali.

Paladina della teoria di “un uomo solo al comando” prosegue nel suo itinerario autoritario e ignora volutamente le proteste di tutti i sindacali della scuola. Pertanto nei giorni scorsi il signor ministro dà corso all’ordinanza sulla mobilità del personale scolastico e al rinnovo delle graduatorie del personale ATA, violando ancora una volta la normativa vigente. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum dice una locuzione latina.

L’emergenza sanitaria non può essere il pretesto per negare i diritti sindacali, perché ciò annulla la democrazia ed instaura posizioni dominanti e dispotiche di poca felice memoria.

Così si è se vi pare! scriveva Pirandello e Lucia Azzolina si premura di aggiungere: “Ma anche se non vi pare!!!”.

Non può non venire in mente quanto successe nel 1926, allorché furono approvate le norme che abolirono la pluralità rappresentativa dei lavoratori, avviando l’Italia verso la dittatura totalitaria.

Forse che il ministro Lucia Azzolina voglia imitare ciò che accadeva all’epoca dove si propugnava il valore dell’obbedienza assoluta e la negazione della libertà individuale e della libertà di pensiero? Anche allora il Capo ordinava: “Obbedite perché dovete obbedire”.

Con questi chiari di luna si prospettano tempi bui.

Marco Tullio Cicerone in fondo ci aveva già inutilmente informato: “Mala Tempora currunt sed peiora parantur”, “Attraversiamo brutti tempi ma se ne preparano di peggiori”.

Milano 26 marzo 2020

Giuseppe Antinolfi

Segretario Provinciale

SNALS CONFSAL di Milano