Un bel tacer, mai scritto fu.

Nei giorni scorsi Antonino Petrolino ha pubblicato su Il Sussidiario.net un articolo dal titolo: “Il piano dei sindacati per rovinare quel poco di buono che è rimasto” e lancia un appello al governo e al parlamento affinché fermino il lavoro distruttivo dei sindacati, per il bene degli studenti. 
Il riferimento è alle valutazioni che i sindacati hanno formulato riguardo al decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, il cosiddetto decreto salva-precari.

Prof. Antonino Petrolino:

  • Per lei chiedere il rispetto degli impegni assunti, prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso e poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione significa “rovinare quel poco di buono che è rimasto”?
  • Per lei chiedere di dar vita a diversi provvedimenti per eliminare il precariato del personale che già da anni è inserito nella scuola significa “allargare gli spazi”?
  • Per lei chiedere un quadro generale di acquisizione delle abilitazioni per l’insegnamento significa “abbassare i requisiti minimi”?
  • Per lei chiedere concorsi abilitanti per gli esclusi dal decreto da inserire in un collegato alla legge di bilancio significa “la dequalificazione dei futuri insegnanti”?
  • Per lei chiedere la risoluzione della problematica riguardante la storia infinita dei vecchi diplomati magistrali che erano già entrati in ruolo significa “giocare sulla pelle degli studenti e della scuola”?
  • Per lei chiedere l’inclusione nel concorso riservato per accedere ai posti di DSGA del personale Assistente Amministrativo che ha ricoperto tale incarico nella scuola per almeno tre anni significa “mettere in gioco il destino della scuola”?
  • Per lei chiedere di sanare posizioni consolidate da anni (talora per ben più di otto anni) di attività in mansioni superiori svolte con merito che hanno permesso e permettono alle scuole di funzionare significa “la progressiva discesa agli inferi del nostro sistema-scuola”?

Le “valutazioni formulate in coro dai sindacati” sul decreto legge della scuola pertanto non suscitano affatto “stupore e anche imbarazzo”, perché sono ispirate a criteri di giustizia e dignità nei confronti dei precari, che oggi sono circa 200.000. Tentare di risolvere il problema del precariato significa tutelare i loro diritti e la qualità stessa della scuola.

Prof. Antonino Petrolino, l’assunzione dei docenti precari non implica un abbassamento della qualità dell’insegnamento, perché l’esperienza pluriennale di quei docenti nella scuola ha garantito e garantisce la qualità del loro operato. Lo stesso dicasi per la stabilizzazione dei Dsga facenti funzione, il cui impegno è stato ed è tuttora fondamentale per il buon funzionamento amministrativo di molte scuole prive di Dsga a tempo indeterminato perché da molti anni non vengono banditi concorsi.

Questo continuo impegno di tutti i sindacati per l’eliminazione del precariato smentisce clamorosamente la tesi che sulla massiccia presenza dei precari viva il “potere sindacale”.

Certo meraviglia non poco l’ostilità dell’articolista verso i sindacati, quando egli stesso è un associato del sindacato dei dirigenti scolastici, l’Associazione Nazionale Presidi (ANP), ricoprendone anche il ruolo di Presidente del Consiglio nazionale.

Che faccia tosta! Cui prodest questa polemica antisindacale?

Ogni sindacato svolge il proprio ruolo nel difendere tutti gli operatori scolastici e non solo i propri iscritti, che l’articolista ironicamente definisce “clienti”. Ma “clienti” sono pure gli associati del sindacato dei dirigenti scolastici e Petrolino a sua volta è anch’egli “cliente” dell’ANP. E come i sindacati svolgano il proprio “mestiere” (!) non lo decide certo il prof. Antonino Petrolino, ma i fruitori dei tanti e preziosi servizi che essi svolgono.

Infine, dubitare della legittimità di richiedere stipendi meno esigui degli attuali perché l’orientamento dei sindacati a suo parere non è quella del miglioramento dei livelli professionali ma quella della “quantità” significa essere disinformati o in malafede. In ogni rinnovo contrattuale vi è una parte riguardante proprio la formazione dei docenti, perché sono loro che “fanno” la qualità della scuola, non le attrezzature e gli strumenti più innovativi.

Inoltre, come dirigente scolastico, il prof. Antonino Petrolino dovrebbe sapere che nella formazione un ruolo centrale lo ha il collegio dei docenti che, come rientra nelle sue competenze, dovrebbe deliberare le iniziative di formazione, adeguandole al PTOF e al Piano di miglioramento dell’offerta formativa.

Perciò, meno luoghi comuni e pregiudizi ideologici; ognuno guardi in “casa” propria facendo la sua parte, senza erigersi a giudice se il sindacato faccia il proprio “mestiere” nel migliore dei modi.

Un certo Evangelista Luca ebbe a dire; ” Perchè guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” (Luca 6,41).

Giuseppe Antinolfi

Segretario Provinciale

SNALS CONFSAL di Milano