DOCENTI DI RELIGIONE: GHETTIZZATI DAL MINISTRO FIORAMONTI

Fioramonti chiude la porta:“Non è al momento prevista una procedura di reclutamento di ulteriori docenti di religione cattolica”.

Il 29 ottobre scorso il CDM ha approvato il decreto legge n. 126 per salvare migliaia di precari. Tutti i precari? NO, perché i 15 mila supplenti di Religione sparsi per l’Italia non vi sono stati inseriti, nonostante l’ultimo concorso pubblico sia svolto nel lontano 2003 e ben 2.000 siano già in possesso della relativa prevista idoneità. Dimenticanza?

No di certo da parte di Lorenzo Fioramonti, il ministro che si è schierato apertamente contro il crocifisso nelle classi delle scuole italiane per sostituirlo con le carte geografiche, ignorando che queste esistono già da molti anni nelle aule delle scuole italiane. Forse pensava alle scuole di…Pretoria.

Quindi non si tratta certo di una negligenza, ma di una decisione scientemente deliberata. Infatti in proposito il ministro ha esplicitamente dichiarato che per loro non vi sarà alcun concorso: “Non è al momento prevista una procedura di reclutamento di ulteriori docenti di religione cattolica”.

Lo Snals-Confsal ritiene che all’interno del variegato mondo del precariato della Scuola non possano esserci disparità di trattamento e/o prospettive e soluzioni diverse per categorie … uguali.

Il contenuto del decreto legge non è ancora l’attuazione completa dell’Intesa dell’1.10.2019. Tuttavia è un punto di partenza, che necessita di modifiche, di integrazioni, di chiarimenti e di provvedimenti correlati per affrontare tutte le questioni contenute nell’Intesa. Quella degli insegnanti di Religione Cattolica merita attenzione e soluzione, sulla scorta di percorsi già sperimentati per la scuola primaria e dell’infanzia e per la scuola secondaria. Il suo carattere di urgenza impone tempi stretti. Per queste ragioni lo Snals-Confsal chiede al Miur un incontro su tale problematica.

Lo Snals-Confsal per poter sanare una situazione di evidente ingiustizia è per l’attuazione di una procedura concorsuale semplificata e riservata sulla scorta di quanto è stato previsto per i docenti della scuola secondaria ai sensi del D.Lgs. 59/2017, in particolare per la stabilizzazione dei docenti IRC incaricati, anche perché per tale categoria d’insegnanti non sono stati banditi concorsi dal 2004, precludendo così la possibilità di stabilizzazione di parecchi docenti.

Anche la Legge 107/2015 nella parte dedicata al reclutamento e formazione prevede una fase transitoria atta a dare risposta alle aspettative di chi ha già acquisito una abilitazione all’insegnamento o ha lavorato per tanti anni nella scuola, senza considerare la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul precariato che obbliga l’amministrazione ad assumere con contratto a tempo indeterminato coloro che hanno un servizio di almeno 36 mesi su cattedre libere.

Perciò ministro Fioramonti, metta da parte le sue personali teorie laiciste e discriminatorie e si adoperi per un Progetto di Legge che preveda un concorso straordinario, per titoli e servizio, rivolto agli insegnanti di religione, ricordando che lei non è solo il ministro di chi non vuole il Crocefisso nelle aule scolastiche, ma anche di quelli che lo vogliono e lo esigono (e sono la maggioranza).

Tutte le organizzazioni sindacali, anche quelle “vicino” all’attuale governo ritengono sia necessario e urgente sollecitare l’emanazione di un provvedimento normativo che preveda l’attivazione, nel corso dell’anno scolastico 2019/2020, di due specifiche procedure di reclutamento, una di carattere ordinario, l’altra di natura riservata rivolta al personale docente che abbia svolto almeno 36 mesi di insegnamento, prevedendo anche la possibilità dello scorrimento degli elenchi del concorso 2004 in quelle regioni in cui vige ancora la graduatoria di merito. In lista di attesa, ormai da quasi 15 anni, ci sono infatti ancora alcune migliaia di docenti di religione che hanno superato quel concorso senza mai essere assunti.

L’inerzia antidemocratica e faziosa del ministro, dovuta solo ed unicamente alla sua personale mancanza di volontà, potrebbe essere superata dal Presidente della commissione Lavoro Andrea Giaccone, avviando la discussione sulla Proposta di legge C. 1606 presentata il 18 febbraio 2019 dai parlamentari FRATE e ANGIOLA: “Delega al Governo per la definizione di procedure volte alla stabilizzazione dei docenti precari di religione cattolica”.

Sulla a stabilizzazione dei docenti di religione è intervenuto anche Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, che ha presentato emendamento al decreto Scuola che prevede:

1 – Il 50% dell’organico al concorso riservato per chi ha tre anni di servizio anche non consecutivi negli ultimi 10 anni, senza la prova della lingua straniera e senza voto minimo (come i concorsi già banditi per la scuola secondaria e primaria).

2 – Il 50% dell’organico  riservato al concorso ordinario per coloro che hanno il titolo, ma non il requisito dei tre anni.

3-  Riserva dei posti per chi ha superato il concorso del 2004.

Tale emendamento porrebbe fine alle annose vicissitudini degli insegnanti di religione, anche se per risolvere definitivamente il problema del precariato dei docenti di religione occorrerebbe modificare la legge n. 186/2003 che fissa l’organico dei docenti di religione di ruolo al 70% del numero complessivo delle cattedre costituite elevando la soglia al 90%.

Diversamente, con buona pace del “laico” ministro, per i docenti precari di religione sarà previsto solo “l’inferno” del precariato (tanto per restare nel religioso), perché l’insegnamento della religione cattolica deve agonizzare e lentamente scomparire. Finalmente avrà un senso il detto “non c’è più religione”.  Così il ministro su consiglio di Vandana Shiva potrà proporre al suo posto un’ora di lezione di religione climatica-ecologica-salvapianeta nel pieno dell’idolatria mediatica per Greta Thunberg e “potenziare la didattica scolastica con un’impronta ecologista“. Per capirlo ci voleva un docente green di Pretoria, perché i precedenti ministri dell’Italia repubblicana, per quanto illustri e di chiara fama, non sono stati all’altezza di comprendere la questione ambientale.

I pregiudizi che non si addicono ad un uomo politico, men che meno ad un Ministro.

Milano 18 novembre 2019

Giuseppe Antinolfi

Segretario Provinciale

SNALS CONFSAL di Milano