Intervista al segretario generale SNALS Serafini

Precari 36 mesi, Serafini (SNALS): PAS e concorsi saranno entro e  non oltre il 2019 – di Vincenzo Brancatisano

 

Si dice soddisfatta dell’accordo raggiunto ieri sera dai sindacati e dal Miur sul reclutamento dei docenti, sui Pas e sui concorsi, di cui uno straordinario.

E annuncia che giovedì della prossima settimana ci sarà un ulteriore importante incontro con il ministro in merito alla situazione degli Ata, facenti funzione di Dsga, “una nostra battaglia storica che porteremo avanti fin da subito”. Elvira Serafini, segretaria generale dello Snals, rilancia l’importanza dell’intesa raggiunta, che affonda le sue radici nella serata del 24 aprile in occasione della quale fu sospeso lo sciopero generale della scuola, già programmato per il 17 maggio scorso”

E’ così, professoressa Elvira Serafini?

“Tutto è partito da quell’incontro, con il premier Conte e il ministro dell’Istruzione Bussetti. Ci sono stati degli incontri interlocutori e finalmente ieri c’è stata la conclusione. Siamo soddisfatti perché si è tenuto tutto dello scenario dei precari. Non solo dei precari con 36 mesi, lo Snals fin dall’inizio sostiene che dovevano essere considerati tutti i docenti risultati idonei che erano in attesa di una sistemazione definitiva, poi coloro che avevano fatto il concorso del 2018 e quelli del Fit. Nello scenario generale abbiamo puntato sul Pas aperto a tutti”.

Anche a quelli che hanno servizio nelle paritarie e non solo.

“Anche a quelli che hanno servizio nelle paritarie. E con fatica abbiamo aperto anche a coloro che hanno fatto il dottorato d ricerca”

Quanti sono gli interessati, in quest’ultimo caso? Avevano delle attese?

“Gli interessati non sono tanti ma neppure pochi. Sono almeno un migliaio di persone, il dottorato è un’eccellenza per noi e dunque andava considerata. Le loro attese erano giustificate. Sono delle menti pensanti che hanno dedicato la propria vita nella ricerca e pertanto abbiamo chiesto e ottenuto che avessero questa opportunità. E’ stato difficile ma li abbiamo inseriti a pieno titolo nel Pas anche se sono rammaricata per la loro mancata inclusione nel concorso straordinario che prevede che possano parteciparvi solo coloro che abbiano 36 mesi di servizio”.

Un’apertura anche ai docenti già di ruolo.

“Anche i docenti di ruolo che si definiscono ingabbiati possono partecipare al Pas e partecipare eventualmente a una procedura per l’abilitazione, che servirebbe in seguito o a poter avere un trasferimento o una nomina su un’altra classe di concorso, insomma c’è uno scenario in più per loro. Ad oggi avevano una sola opportunità su un’unica classe di concorso, oggi hanno una nuova occasione di abilitarsi in un’altra”.

Veniamo ai concorsi.

“In merito al concorso, sarà data una grande importanza al servizio. Chi deve partecipare al concorso deve avere tre anni di servizio di cui almeno uno svolto nella specifica classe di concorso per cui si chiede di essere assunti. Poi si creerà una graduatoria che viene fuori dai titoli di servizio oltre alla base che viene attribuita alla prova scritta svolta al computer. Però alla prova scritta c’è un punteggio minimo. Quindi graduatoria per titoli e punteggio minimo. In più la prova orale non sarà selettiva, potrà solo migliorare il punteggio ma non escludere il candidato”.

Chi non sa di scuola però potrebbe pensare che in questo modo un candidato dovesse fare scena agli orali sarebbe comunque promosso.

“Il punteggio lo ha già ottenuto con i servizi e con la prova scritta. Ci potevamo fermare qui ma siccome l’iter prevede sia lo scritto sia la prova orale, abbiamo previsto anche l’orale, ma solo per migliorare il punteggio. Ecco perché alla fine ci siamo dati appuntamento con il ministro: affinché tutta l’attuazione dell’iter nasca da un costante confronto con le organizzazioni sindacali che servirà poi anche a delineare meglio il percorso”.

Quali sono i tempi che vi siete dati?

“Pas e concorsi partiranno in contemporanea entro e non oltre il 2019”.

Venticinquemila docenti da assumere con il concorso straordinario, altri 24.000 con quello ordinario, i Pas. Un po’ quello che chiedevate da mesi per evitare l’emergenza indotta dalle oltre 150.000 cattedre scoperte prevista per il 1 settembre prossimo. Ma l’obiettivo, visti i tempi, non sarà raggiunto, almeno per quest’anno.

“Non ce la faremo a settembre. Siamo alla metà di giugno, è impensabile. Di sicuro sarà risolto dal 1 settembre 2020 considerando che bandiranno il concorso ordinario”.

I numeri sono sufficienti per tamponare il problema?

“No. Per i numeri relativi alla fuoriuscita dei docenti per la Quota 100 si attende ancora la risposta ufficiale dell’Inps. Non sono comunque numeri sufficienti. Avremo la fuoriuscita di chissà quanti docenti e la scuola dovrà ancora una volta funzionare grazie ai precari”.

Torniamo all’intesa. Guardi che non tutti i docenti si dicono entusiasti dell’accordo raggiunto.

“Molti docenti non hanno ben compreso. Alcuni pensano che il concorso del 2016 sia stato mandato in soffitta e che siano stati agevolati gli altri docenti. C’è tanta confusione, dunque invito a leggere bene l’accordo e quello che vi è scritto. Ma non possiamo andare appresso oggi a giudizi di chi ha fatto il concorso nel passato. Capisco i sacrifici fatti da tanti docenti ma oggi ci sono condizioni diverse e in ogni caso non abbiamo sottovalutato quei sacrifici. Ecco perché in prima istanza abbiamo chiesto che fossero presi in debita considerazione quelli che hanno fatto il concorso nel 2016 e nel 2018”.

Protestano anche i neolaureati.

“i neolaureati possono partecipare al concorso ordinario”.

E loro invece cosa vorrebbero?

“Vorrebbero dei concorsi agevolati per tutti però come per tutti gli altri comparti della pubblica Amministrazione anche nella scuola si entra per concorso”.

Altri lamentano la mancata apertura della Gae.

“Ci sarà l’aggiornamento delle Gae, ma la riapertura delle Gae non era oggetto dell’incontro. Ci impegneremo in futuro”

Si conosce la natura delle prove dei concorsi? Qualcuno parla di tesina scritta da riproporre anche all’orale.

“Non se n’è parlato minimamente. La prova sarà al computer. Tutto ciò che è inerente alla procedura del concorso, al come strutturarlo, agli argomenti delle prove, sarà discusso in un altro momento con le organizzazioni sindacali”.

Avete considerato anche la situazione degli Ata.

“Il personale Ata è tenuto in debita considerazione. Abbiamo messo al tavolo l’impegno che ci sia un incontro sul personale Ata, nello specifico riguardo a tutti coloro che svolgono funzione di Dsga, una nostra battaglia storica. C’è stato promesso che ci sarà incontro la prossima settimana. Affronteremo questa partita per ottenere risultati anche per questa categoria di lavoratori della scuola”.

12 Giu 2019 – 13:38 – Vincenzo Brancatisano