La sindrome dell’appetito vien mangiando .

Lo scorso 13 dicembre 2018 è stata firmata presso l’Aran l’ipotesi del CCNL per i dirigenti delle scuole. Subito l’ANP si è arrogata in esclusiva il merito dell’importante risultato ottenuto: lo stanziamento dei relativi fondi nella legge di bilancio per il 2018 sarebbe stato ottenuto in conseguenza della loro manifestazione a Roma del 25 maggio 2017. I signori dell’ANP dimenticano che alla trattativa hanno partecipato anche ben 12 sigle sindacali, tra cui i sindacati confederali e lo Snals, i quali sono stati determinanti per raggiungere gli obiettivi che ci si era prefissati. In particolare si deve proprio allo Snals il rinvio delle decisioni in merito al sistema di valutazione della dirigenza scolastica, che dovrà essere oggetto di una specifica sequenza presso il MIUR utilizzando gli istituti previsti dalle nuove relazioni sindacali.

I dirigenti scolastici hanno ottenuto un aumento stipendiale particolarmente significativo e rilevante, specie se si considera l’elemosina elargita recentemente ai docenti o, ancora peggio, i 20 euro stanziati nella stessa legge di Bilancio per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Ma, come si dice nel titolo, “l’appetito vien mangiando”,  “più si ha più si vuole avere”. Anche Arthur Schopenhauer osservava: “La ricchezza assomiglia all’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete”. Ecco allora che subito il Consiglio Nazionale dell’ANP, riunitosi a Roma il 15 e 16 dicembre 2018, si affretta:

  1. ad affermare che quanto si è ottenuto è il riconoscimento economico al loro enorme impegno;
  2. a conferire mandato al Presidente Nazionale di porre in essere tutte le azioni finalizzate ad ottenere ulteriori garanzie e riconoscimenti economici, in considerazione anche del loro stress lavoro-correlato,

Gli eterni incontentabili, insaziabili.

Cosa vogliono? Tutto. Quando lo vogliono? Adesso, subito”. Era lo slogan in voga fra alcuni studenti universitari negli scorsi anni ’60. Si cambiano le parole, ma l’idea di base è ancora attuale. Il nostro tempo sembra davvero caratterizzato da questo: si vuole sempre di più!

Forse che il restante personale scolastico non profonda nella scuola un “enorme impegno” e meriti sostanziosi incrementi stipendiali?

Forse che i docenti non subiscano lo “stress lavoro-correlato”?

Di fronte a certe sperequazione sarebbe più giusto moderare le dichiarazioni di esultanza, osservando il noto proverbio “Un bel tacer non fu mai scritto”.

Si sarebbero evitate le dure proteste che si sono verificate da chi ha ottenuto solo le briciole e pertanto considera di fatto “principeschi” gli stipendi attuali dei dirigenti:

 “Ancora una volta questo Governo mostra di avere un’idea di scuola che parte dall’alto, ignorando coloro che consentono giorno per giorno al sistema di istruzione pubblica di funzionare ed andare avanti, costretti questi ultimi a confrontarsi con una dirigenza scolastica che mostra scarsissime capacità dirigenziali e una tendenza pericolosa al comando autoritario”.

“Esagerato e fuori luogo appare l’aumento di ben 540 euro netti al mese ai dirigenti scolastici a partire dal 2016 stabilito in questi giorni nel corso dell’intesa sindacale. Ancora più incredibile se lo si inquadra nel corso di una manovra di bilancio così complessa e sotto il capestro della procedura di infrazione da parte della Commissione europea e a fronte di docenti costretti a sopravvivere a mille km da casa per l’algoritmo renziano con uno stipendio di 1300 euro al mese, per i quali non si è ancora trovata una soluzione efficace”.

Come al tempo della “chiamata diretta” si è polemizzato sulla nomina della moglie di Renzi, anche ora si polemizza sulla madre di Di Maio che è appunto una dirigente scolastica.

Lo Snals si è sempre battuto per le giuste rivendicazioni dei dirigenti scolastici e quindi ritiene importante, valido e necessario il risultato ottenuto, un risultato che riconosce le loro ragioni, un risultato che è di gran lunga superiore a quello che è stato riconosciuto ai docenti con il contratto firmato nel mese di aprile. Per questo lo Snals a suo tempo si è rifiutato di firmare il contratto, soprattutto per gli irrisori incrementi stipendiali.

Pertanto il giusto riconoscimento delle responsabilità dirigenziali troverà sempre d’accordo lo SNALS, se sarà però coniugato, nelle prossime sequenze contrattuali di comporto, alla giusta retribuzione del lavoro di tutto il personale della scuola.

Milano 19 dicembre 2018

Giuseppe Antinolfi

Segretario Provinciale

SNALS CONFSAL di Milano