ELIMINATA LA CHIAMATA DIRETTA DEI DOCENTI

BRAVO MINISTRO BUSSETTI, SEI UN GRANDE!

“Con l’accordo sindacale, siglato oggi presso gli Uffici del MIUR, già dal prossimo anno scolastico si elimina, così come preannunciato in questi giorni, l’istituto della cosiddetta chiamata diretta dei docenti. In attesa dell’intervento legislativo di definitiva abrogazione, che è mia intenzione proporre nel primo provvedimento utile, con l’accordo sindacale di oggi si dà attuazione a una precisa previsione del contratto del governo del cambiamento, sostituendo la chiamata diretta, connotata da eccessiva discrezionalità e da profili di inefficienza, con criteri trasparenti e obiettivi di mobilità ed assegnazione dei docenti dagli uffici territoriali agli istituti scolastici”, così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti.

È finalmente iniziata la rottamazione della schiforma della scuola renziana, che ha abolito la democrazia interna agli istituti, ha aumentato i poteri dei presidi-padroni ed ha stabilito la subalternità dei docenti.
L’ex ministro Stefania Giannini aveva affermato che la chiamata diretta dei docenti puntava ” a valorizzare le esperienze e i percorsi professionali che gli insegnanti si sono costruiti nel tempo e consente alle scuole di scegliere i docenti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa”.
L’esperienza di questi anni ha dimostrato che la realtà è stata ben diversa. Diversi presidi-sceriffi, tronfi del potere loro assegnato, disinvoltamente hanno interpretato le linee guida del ministero con una eccessiva discrezionalità oppure le hanno totalmente ignorate, andando alla ricerca di tutto fuorché delle competenze necessarie a favorire e sviluppare la progettualità della scuola.

Il risultato – sotto gli occhi di tutti – è stato un mosaico di bandi. In molti casi questi avvisi hanno rappresentato un vero e proprio illecito e nel contempo sono la dimostrazione che la chiamata diretta non è stata nient’altro che l’essenza di un metodo nepotista e discriminatorio. Col pretesto della mancanza di determinati requisiti un docente poteva essere escluso dall’essere assunto per motivi sindacali, politici, religiosi, sessuali, ecc. Infatti i presidi manager hanno ritenuto di avere “mano libera nei confronti dei docenti contrastivi”, così come all’epoca aveva ribadito e consigliato l’Associazione Nazionale Presidi. Questi “contrastivi” non sono stati assunti, mentre i “prescelti” a loro volta erano in dovere di dimostrare “eterna riconoscenza” a chi li aveva scelti, perché sarebbero stati facilmente ricattabili sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista contrattuale.
Numerosi sono stati i casi di discriminazione subiti dai docenti a causa della richiesta di requisiti aventi poco a che fare con il PTOF o inadeguati al ruolo che i docenti coinvolti avrebbero dovuto svolgere.
Abbiamo dimenticato la fervida creatività di alcuni dirigenti scolastici nello stabilire i requisiti necessari per essere assunti nella loro scuola? .

Alcuni esempi:
– richiesta del Curriculum Vitae corredato da un video di presentazione a mezzo o busto intero;
– richiesta tra i titoli per la classe A019 di un corso specifico di aggiornamento gestito dall’UST Bergamo su alternanza scuola-lavoro con certificazione, escludendo così tutti i professori che non hanno frequentato quel corso;
– “aver insegnato nella scuola da loro diretta”.
– richieste di competenze o certificati talmente specifici da farli risalire soltanto ad un singolo docente;
– aver svolto una “fertile” attività didattica presso la stessa istituzione scolastica nell’anno 2015/16, attestata dal Dirigente scolastico a suo insindacabile giudizio;
– aver avuto nello stesso istituto l’incarico di referente/coordinatore della valutazione;
– aver lavorato presso lo stesso istituto “senza demerito”, senza precisare a chi è imputato il giudizio dell’eventuale merito o demerito.

Anche a proposito del colloquio dirigente/candidato le cose non sono andate per il verso giusto. Le linee guida emanate dal Ministero chiarivano che il colloquio, in presenza o remoto, sarebbe dovuto servire al candidato per “illustrare il proprio CV e acquisire informazioni utili per scegliere tra le diverse scuole”. Ma anche su questo aspetto la fantasia di alcuni dirigenti scolastici – contraddicendo Pirandello – ha superato di gran lunga la realtà, dimostrando un modus operandi non conforme a quelle che erano le indicazioni ministeriali:
– richiesta di informazioni sulla vita privata: maternità, congedi, …
– svolgimento di “una lezione frontale da parte dell’aspirante”
– esposizione di un modulo estratto a sorte tra quelli proposti.

Tutti questi casi sono la dimostrazione della personalizzazione delle selezioni dei docenti collocati negli ambiti territoriali in chiave aziendalista ed hanno alimentato il fondato sospetto che la vergognosa chiamata diretta venisse utilizzata per gratificare docenti conosciuti in precedenza oppure segnalati preventivamente da….
Ed allora è giusto e sacrosanto l’accordo siglato il 26 giugno tra il Miur guidato da Marco Bussetti e i sindacati: si smonta un pezzo della legge 107/2015, quella che assegnava al Dirigente Scolastico il “potere” di chiamare nella propria scuola gli insegnanti, senza un criterio oggettivo.
È così terminato Il “calciomercato” dei professori

Giuseppe Antinolfi
Segretario Provinciale
SNALS CONFSAL di Milano