Notiziario

Posizioni del sindacato:

  1. l’istruzione e la formazione professionale: le regioni ed il MIUR devono dare risposte
  2. CCNL dirigenti area istruzione e ricerca: tutto tace
  3. lo SNALS chiede una soluzione politica per le problematiche dei diplomati magistrali ante 2001/02, dei laureati in scienze della formazione primaria e di tutti coloro inseriti a pieno titolo in GAE

L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE: LE REGIONI ED IL MIUR DEVONO DARE RISPOSTE
Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 61 (revisione dei percorsi dell’istruzione professionale), gli indirizzi / articolazioni /opzioni dell’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 87/2010, a decorrere dall’anno scolastico 2018/19 a partire dalle classi prime, confluiscono nei nuovi indirizzi di studio ai sensi dell’allegato C art. 3 comma 1 D.L.vo 61/2017.

Le linee guida regionali devono prevedere la confluenza delle attuali articolazioni e opzioni nei nuovi indirizzi di studio. In mancanza di tale previsione ci saranno tra l’altro notevoli ripercussioni nel sistema dei passaggi tra i percorsi di studio realizzati in regime complementare e quelli in regime integrativo. Le linee guida dovrebbero pertanto prevedere l’istituzione di commissioni d’ambito attraverso le quali determinare la tabella di confluenza degli attuali percorsi in quelli dei nuovi indirizzi di studio del citato decreto.

Con il citato decreto poi, a partire dalle classi prime, le ore dedicate alle attività di laboratorio vengono raddoppiate (da 3 a 6 ore settimanali su 32). Il decreto, inoltre, prevede che gli insegnamenti di materie teoriche utilizzino metodologie didattiche rivolte alle applicazioni pratiche. Per tale scopo, sono state assegnate ad ogni classe sei ore settimanali di docenza tecnico pratica abbinate ad alcune materie teoriche. Tale inversione di tendenza rispetto al passato sollecita finalmente i percorsi professionali ad adottare una didattica laboratoriale ma fa emergere tutte le criticità riconducibili ai mancati investimenti nell’innovazione dei laboratori, oggi insufficienti, obsoleti e con strumenti ed attrezzature non più a norma. È evidente che tali condizioni, unite a classi con elevato numero di alunni, aumenta enormemente il livello di rischio per la sicurezza e l’incolumità di alunni e personale.

Occorre con urgenza una deroga all’attuale rapporto alunni classe (almeno per le classi prime dove si ha a che fare con ragazzini inesperti) prevista dalle norme attuali, in attesa che siano rinnovati i laboratori degli istituti Tecnici e in particolare quelli degli istituti Professionali.
Lo SNALS ha chiesto alla Direzione Generale per il personale scolastico di farsi interprete di tale esigenza nell’ambito delle procedure per il consolidamento dell’organico di fatto ed in quelle interministeriali per la determinazione degli organici per l’a.s. 2019/2020.

CCNL DIRIGENTI AREA ISTRUZIONE E RICERCA: TUTTO TACE
A circa due mesi dall’avvio delle trattative presso l’Aran per il rinnovo del CCNL dei dirigenti scolastici il governo non ha ancora avvertito il bisogno di prendere in considerazione la ripresa delle trattative. Lo Snals è preoccupato per lo stato delle cose e nutre forti preoccupazioni per le condizioni lavorative dei dirigenti scolastici, privi ormai da 10 anni di un contratto e con livelli retributivi progressivamente diminuiti.

Lo Snals chiede al Governo di fornire indicazioni al Comitato di settore affinché siano riprese le trattative nel solco di quelle già avviate.
Nell’elaborazione della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici, anche alla luce dell’intesa del 30 novembre 2016 sul ripristino del valore imprescindibile dei contratti, lo Snals Confsal è partito dalla considerazione che la funzione dirigenziale si sostanzia nella gestione unitaria delle scuole e nella condivisione delle scelte con tutta la comunità L’obiettivo è quello di una valorizzazione della professionalità dirigente in un contesto di sostegno e valorizzazione della libertà d’insegnamento dei docenti.

Lo Snals-Confsal propone che il conferimento ed il mutamento di incarico, la formazione e la valutazione, nonché i criteri per il conferimento delle reggenze trovino un fertile contesto di migliore attuazione a vantaggio di tutte le parti in causa, anche in riferimento all’accordo del 30 novembre 2016, in un equilibrato e sereno sistema di relazioni sindacali attraverso istituti contrattuali specifici.
Riguardo alla valutazione la posizione dello Snals Confsal è che essa debba essere centrata sui processi e le azioni di miglioramento del sistema di governo delle istituzioni scolastiche e non sulla premialità conseguente all’esito della valutazione, assegnando al dirigente un ruolo fondamentale nella procedura valutativa.

In sintesi lo Snals chiede di:
– riportare la valutazione dei dirigenti scolastici nell’alveo contrattuale anche alla luce dei contributi dell’Osservatorio nazionale sulla valutazione dei dirigenti scolastici già costituito ed operante ai sensi della Direttiva 36/2016;
– definire contrattualmente la correlazione tra esiti della valutazione e la retribuzione di risultato ed in particolare di individuare due principali livelli di valutazione.
Lo Snals Confsal chiede poi che nel nuovo CCNL dei dirigenti scolastici si ponga con chiarezza la questione della rivalutazione della loro retribuzione.
Da più di un decennio lo Snals-Confsal ha posto all’attenzione dei governi e delle forze parlamentari la necessità della perequazione retributiva con le altre dirigenze pubbliche e della perequazione interna alla stessa categoria tra le retribuzioni dei dirigenti provenienti dalla carriera direttiva, quelle dei vincitori del concorso riservato agli ex presidi incaricati e quelle dei vincitori dei concorsi ordinari.
Fino ad oggi la categoria non ha avuto nessuna risposta concreta. Anzi c’è stato un ulteriore attacco alle retribuzioni con la riduzione di quella di posizione conseguente ad una illogica applicazione della legge di finanza del 2010, aggravata da una interpretazione della legge 150 del 2009 che vuole sottrarre alla retribuzione di posizione parte fissa le risorse da destinare alla valutazione. Per lo Snals Confsal queste posizioni sono inaccettabili.
Innanzitutto bisogna sollecitare il MEF e la Funzione pubblica a reperire le risorse necessarie all” armonizzazione” delle retribuzioni dei dirigenti della nuova area del Comparto istruzione e Ricerca;
Occorre quindi:
• elevare l’importo del FUN per compensare gli effetti delle riduzioni delle retribuzioni di posizione e risultato dei dirigenti scolastici;
• rivedere i criteri di erogazione dei compensi per gli incarichi aggiuntivi obbligatori, attualmente particolarmente penalizzanti per i dirigenti scolastici;
• rivalutare i compensi per le reggenze;
• escludere qualsiasi tentativo di sottrarre alla retribuzione di posizione le risorse occorrenti per alimentare la retribuzione premiale.
Lo Snals è pronto a proclamare lo stato di agitazione degli iscritti e di tutta la categoria nel caso non ci siano risposte concrete e tempestive da parte del MIUR e del governo.

Lo Snals chiede una soluzione politica per le problematiche dei diplomati magistrali ante 2001/02, dei laureati in scienze della formazione primaria e di tutti coloro inseriti a pieno titolo in Gae

Roma, 4 luglio 2018 – Da un comunicato stampa del MIUR si apprende che nell’ambito del “Decreto Dignità” sarebbe inserita una norma tendente a rinviare di quattro mesi gli effetti delle sentenze di merito in materia.  Questa soluzione porterebbe a mantenere in ruolo o in GAE gli interessati confermando eventualmente le supplenze annuali dal mese di settembre. Evidentemente il problema si porrà alla scadenza dei quattro mesi anche se circolano ipotesi di ulteriori deroghe.

Lo SNALS-CONFSAL ritiene inaccettabile il metodo e cioè che la materia non sia stata oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali e assolutamente inadeguata l’ipotesi prospettata tendente a prendere tempo e a differire la soluzione di un grave problema che ormai si trascina da molto tempo tra illusioni e speranze deluse, anche in riferimento a tre pronunciamenti favorevoli del Consiglio di Stato smentiti successivamente dalle sezioni riunite in seduta plenaria.
La situazione già caotica rischia di aggravarsi ulteriormente perché i 120 giorni per ottemperare alle sentenze del TAR avranno decorrenze diverse a seconda delle date dei provvedimenti giurisdizionali.

Abbiamo notizie che nelle Marche l’Ufficio Scolastico Regionale ha dato disposizioni fin dal 5 giugno di depennare dalle GAE i diplomati magistrali in applicazione delle sentenze di merito.

Sulle problematiche del presente comunicato lo SNALS CONFSAL ha già chiesto un incontro al Ministro dell’Istruzione e della Ricerca e alle Commissioni Parlamentari competenti nell’intento di trovare una soluzione politica tale da poter contemperare le aspettative dei diplomati non prevaricando i legittimi diritti dei laureati in scienze della Formazione Primaria e di coloro già inseriti a pieno titolo nelle graduatorie permanenti.
Ecco perché chiediamo una soluzione politica del problema.