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SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO LAVORATORI SCUOLA

AGGRESSIONE AI DOCENTI: ARRESTO E GALERA!

Urla, calci, bastonate contro due professori di Parma. Un gruppo di giovani adolescenti (italiani e non solo) ha aggredito due docenti nel parco “Falcone e Borsellino”, tra risate e minacce: “Ti faccio saltare la testa”.

È l’ennesimo episodio inqualificabile di violenza, testimoniata in un orrendo video, che colpisce la scuola italiana, lasciando tutti ancora una volta esterrefatti.

 È un vero e proprio bollettino di guerra oramai giornaliero. Nemmeno il tempo di registrare un episodio di violenza che arriva la notizia di una nuova aggressione ai danni degli insegnanti.

Si rimane allibiti e sconcertati da questi gravi episodi, che si verificano sempre più con maggiore frequenza.  L’aggressione al docente è diventata una sorta di assalto alla diligenza in cui tutti sparano sul conducente.

Il personale scolastico ha il sacrosanto diritto di essere tutelato e rispettato e la società deve restituirgli prestigio e rispetto, perché tali episodi sono anche frutto della progressiva perdita di autorevolezza sociale dell’insegnante, che spesso viene percepito non come un’autorità educativa, ma come un “fornitore di servizi” che può essere contestato. Capita che le famiglie si schierino acriticamente con i figli invece di collaborare con la scuola.

Al di là delle dichiarazioni di solidarietà, più o meno opportune e sincere, la scuola però ancora una volta è lasciata sola nell’affrontare situazioni complesse di disagio sociale e psicologico che vanno ben oltre l’aspetto educativo. I docenti, con rischio e pericolo, ogni giorno continuano a recarsi a scuola, in un clima di paura e insicurezza, soggiacendo ad uno stato di ansia e preoccupazione: essi non hanno efficienti “armi” per contrastare la mancanza di rispetto, gli atteggiamenti sprezzanti, aggressivi e violenti.

Questi episodi evidenziano un problema ben più ampio, legato alla cultura del rispetto e ai rapporti tra generazioni. La società è chiamata a interrogarsi sul ruolo educativo, sulla valorizzazione del corpo docente e sulla coesione comunitaria, affinché la scuola rimanga un luogo sicuro e formativo per tutti.

Lo Snals di Milano esprime la propria solidarietà ai docenti aggrediti, ma pretende che siano fatti gli opportuni accertamenti per perseguire con fermezza i soggetti responsabili delle violenze.

L’incolumità e la sicurezza dei docenti sono diritti inalienabili e prerequisiti essenziali per il corretto svolgimento del servizio scolastico e deve essere garantita con tutti i mezzi disponibili, anche ricorrendo al cosiddetto “pugno duro”.

Si è in una situazione di emergenza e pertanto c’è solo un imperativo categorico: reagire tempestivamente con decisione e fermezza per invertire drasticamente la rotta rispetto a una deriva alquanto pericolosa e profondamente diseducativa che appare oggi inarrestabile: pugno di ferro contro chi aggredisce o oltraggia docenti e ATA, perché “Chi tocca un docente, tocca lo Stato”.

È arrivato il momento di dire BASTA, la misura è colma da tempo, BASTA!

Basta la tolleranza, la permissività, la comprensione ad ogni costo! BASTA!

Basta con la scuola buonista che si dimentica di educare! BASTA!

Basta all’ipertutela dello studente! BASTA!

Basta al “perdonismo” diffuso e deleterio! BASTA!

Basta con le intimidazioni BASTA!

Basta ai genitori bulli che intervengono in modo violento a difesa dei figli! BASTA!

“Basta con le solite parole dolciastre e pelose! “ E mi riferisco a quanto dichiarato dal dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Parma: “Un fatto grave ma non è giusto enfatizzarlo più di tanto dal punto di vista degli aspetti fisici, non abbiamo notizie di ferite”.

NO! NO! NO! I DOCENTI DOVEVANO ESSERE MASSACRATI?

BASTA! BASTA! BASTA!

Bene ha fatto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che si è “tempestivamente interessato a quanto accaduto” e ha coinvolto la dirigenza scolastica “in una approfondita riflessione al fine di meglio supportare la comunità scolastica esprimendo, inoltre, grande vicinanza alla comunità stessa, ed in particolare, ai docenti convolti”.

Anche in ministro Crosetto ha scritto: “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri. Non solo nella condanna, che è scontata e doverosa, ma nelle conseguenze per tutti questi ragazzi: chi ha agito, chi ha incitato, chi ha riso, chi ha condiviso. Gli aggressori devono capire la gravità del gesto e pagarne le conseguenze, in modo che altri capiscano che lo Stato non può accettare la violenza verso nessuno ma ancor di più verso chi lo serve, come un professore “.

Bravi ministri Valditara e Crosetto!  Chi ha orecchie da intendere intenda.  Ed il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Parma rifletta sulle dichiarazione dei ministri!

Gli studenti aggressori dei professori di Parma vanno “sbattuti in galera”, dove, volendo, potranno avere l’opportunità di studiare, eventualmente, anche da detenuti”. Devono essere denunciati perché subiscano le giuste conseguenze delle loro malefatte. Anche questo è un fatto educativo.

Talvolta i docenti aggrediti non intendono procedere alla relativa denuncia per un malinteso sentimento di pietà o nella speranza di comprendere le difficoltà degli aggressori. Tuttavia la mancata denuncia non elimina il rischio che tali comportamenti si ripetano, né garantisce la sicurezza propria o dei colleghi. Allora si proceda d’ufficio, poiché gli insegnanti sono considerati Pubblici Ufficiali e lo Stato deve procedere automaticamente non appena viene a conoscenza del fatto.

Si applichi quindi la recente Legge sulla sicurezza; l’Articolo 11 è interamente dedicato al rafforzamento della protezione del personale della scuola contro gli episodi di violenza: Inasprimento delle pene, Arresto obbligatorio in flagranza.

Occorrerebbe che anche per i docenti sia introdotta la flagranza differita, come per il personale sanitario.

I violenti vanno condannati e puniti severamente per prevenire ulteriori episodi simili e garantire che la scuola sia un ambiente di apprendimento sereno e protetto.

Il Segretario Provinciale Snals Milano.

Prof. Giuseppe Antinolfi