
Gli studenti milanesi del liceo Ettore Conti andranno in gita al centro islamico di Sesto San Giovanni per una lezione di educazione civica sul dialogo interreligioso, versando un contributo/donazione obbligatorio di tre euro. Ovviamente vi sarà il solito sermone dell’imam.

Di fronte alle perplessità di alcuni genitori e studenti subito è stato precisato che non si tratta di un tentativo di indottrinamento islamico, ma di un confronto tra religioni: conoscere un luogo di riferimento culturale, religioso e sociale della comunità musulmana, con la sua storia, l’architettura e le funzioni collettive.
Innanzitutto il liceo Ettore Conti sa che la religione islamica non ha firmato l’intesa con lo Stato italiano come previsto dall’art. 8 della nostra Costituzione e pertanto è incompatibile con il nostro ordinamento, che comunque garantisce la libertà di culto?
Precisato questo, dunque si tratta di un “confronto” (sic!) per vedere, conoscere e approfondire! Ma per potere effettuare questo “confronto” non occorre forse conoscere prima entrambi i “termini” che si intendono confrontare?
In Italia il cristianesimo, soprattutto nella sua forma cattolica, è la religione più diffusa e rappresenta da secoli, la principale tradizione religiosa del Paese.
Il liceo Ettore Conti si è mai attivato per condurre gli studenti in una chiesa cattolica (senza contributo/donazione) ed ascoltare il “sermone” del parroco per conoscere l’influenza storica profonda che il cattolicesimo ha avuto sulla società italiana, costituendo per secoli pietra miliare della vita comunitaria?
Non sarebbe stato molto più opportuno nelle lezioni di educazione civica far conoscere e approfondire le basi della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre radici?
Chissà se l’iman nel suo sermone parlerà di valori come libertà, rispetto della persona e soprattutto parità tra uomo e donna!
In nome della “scuola laica” si cancellano le feste legate alle nostre tradizioni, si chiudono le scuole per il ramadan, si vietano i canti di Natale per non infastidire le famiglie di fede musulmana, si conducono bambini in gita in moschea facendoli inginocchiare davanti all’Imam, si consente alle bambine di indossare il velo a scuola, predicatori musulmani sono invitati in classe a leggere versetti del Corano, si inserisce l’arabo come terza lingua curricolare, ….
Presto si rimuoveranno anche i crocefissi dalle aule, sostituendoli con la mezzaluna mussulmana. Sì! Perché il crocefisso è divisivo (anche se la Corte di Cassazione ha sentenziato che la presenza del crocifisso nelle aule non costituisce un atto di discriminazione), mentre la mezzaluna è inclusiva!!!!!
Vi è una islamizzazione strisciante nella nostra società e la scuola si sta trasformando in un laboratorio di propaganda islamista.

Un segno premonitore?
Basta! Basta! Basta!
Salvaguardiamo i nostri principi fondamentali!
Non vogliamo arretrare sui nostri valori!
Non vogliamo cancellare la nostra identità!
Non vogliamo rinnegare le nostre tradizioni!
Come ancor oggi è attuale l’esortazione di Machiavelli nel Capitolo XXVI de “Il Principe” “fu licito pigliare l’Italia col gesso”, allorquando Carlo VIII di Francia riuscì a conquistare facilmente l’Italia (nel 1494) senza quasi usare le armi, ma semplicemente segnando con il gesso le case e le città dove alloggiare l’esercito francese, evidenziando la debolezza e la divisione degli Stati italiani che si arresero quasi senza combattere.
Oppure l’invettiva che Dante Alighieri lanciava nel Canto VI del Purgatorio:
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
«Povera Italia ridotta in schiavitù, dimora di sofferenza, nave alla deriva nel pieno della tempesta, non più signora dei popoli, ma prostituta!».
Prof. Giuseppe Antinolfi – Segretario provinciale Snals Milano