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SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO LAVORATORI SCUOLA

Difendiamo il Natale

Natale è arrivato, così Gesù può essere “censurato”, “cancellato”, “eliminato” per qualcosa di “alternativo” , per paura di disturbare qualcuno in nome dell’inclusione e della cosiddetta «Tutela della laicità».

Certo la scuola, così come tutte le istituzioni pubbliche, è laica, ma non è certo cancellando le tradizioni che si preserva e si mette in atto la laicità.

In quanto alla presunta inclusione di facciata chi cancella il Natale cristiano non costruisce integrazione, ma genera un effetto opposto perché non crea una vera armonia ma accentua le differenze e i conflitti identitari.  Marginalizzando la cultura cristiana e i valori (famiglia, solidarietà, condivisione) che essa porta indebolisce l’identità storica europea e crea smarrimento, non rispetto.

Una laicità matura deve saper tenere insieme storia e pluralismo, perché la vera integrazione si costruisce conoscendo e condividendo le proprie radici, non nascondendole; la vera integrazione si ottiene valorizzando le differenze, non eliminandole.

Il tentativo costante, annuale, di “ripulire” il Natale da ciò che lo fonda, di “secolarizzare” il Natale, rimuovendo ogni riferimento religioso, svuota la festa dei suoi significati più profondi, trasformandola in un consumismo impersonale anziché in un momento di unione.

Difendiamo il Natale, perché ciò non significa imporre una fede, ma tutelare la verità storica, religiosa e culturale che ha plasmato la nostra civiltà; reagiamo alle censure ideologiche senza timori e senza complessi: le nostre tradizioni non si toccano.

Nella sua udienza generale del 27 dicembre 2017 Papa Francesco ha detto: “Ai nostri tempi, specialmente in Europa, assistiamo a una specie di ‘snaturamento’ del Natale: in nome di un falso rispetto che non è cristiano, che spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù.

Ma in realtà questo avvenimento è l’unico vero Natale! Senza Gesù non c’è Natale; c’è un’altra festa, ma non il Natale. E se al centro c’è Lui, allora anche tutto il contorno, cioè le luci, i suoni, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa, ma con Gesù al centro. Se togliamo Lui, la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente”.

A tutti, credenti e non credenti, auguro di tutto cuore di trascorrere un sereno Natale, mettendo al centro la figura di Gesù non solo per il significato religioso, ma per ciò che rappresenta simbolicamente: attenzione per i più deboli, per le minoranze, impegno per la pace e l’armonia.