CODING E DIDATTICA DIGITALE.

Il coding entra dalla porta principale nelle misure previste dal PNRR per quanto riguarda la scuola. La commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato l’emendamento presentato da Valentina Aprea (Forza Italia), da tempo impegnata sul tema, sul quale si è registrata una larga convergenza.

Ecco i punti principali dell’emendamento (aggiuntivo) all’articolo 24:

  1. Per favorire e migliorare l’apprendimento e le competenze digitali, di cui alla legge 107/2015 a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023, e per un triennio, il Piano nazionale di formazione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado “individua, tra le priorità nazionali, l’approccio agli apprendimenti della programmazione informatica (coding) e della didattica digitale”.
  2. Entro il termine dell’anno scolastico 2024/2025, con decreto del Ministro dell’istruzione “sono integrati, ove non già previsti, gli obiettivi specifici di apprendimento e i traguardi di competenza delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e delle indicazioni nazionali e delle linee guida vigenti per le istituzioni scolastiche del secondo ciclo di istruzione”.
  3. A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, “nelle scuole di ogni ordine e grado si persegue lo sviluppo delle competenze digitali, anche favorendo gli apprendimenti della programmazione informatica (coding), nell’ambito degli insegnamenti esistenti”, sia pure “con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Secondo la proponente Aprea “Già da quest’anno la scuola italiana è frequentata da «centennials», la generazione che non ha conosciuto il mondo senza internet e non si può ignorare oltre che gli alunni che frequentano il primo anno della scuola dell’infanzia concluderanno gli studi superiori nel 2037 e quelli che frequentano la prima classe della scuola primaria nel 2034, quando la società sarà dominata sempre più dall’utilizzo delle tecnologie per stili di vita e di lavoro che oggi ignoriamo”.

Sul fronte dell’innovazione digitale, però, l’Italia è in ritardo. Per questo, come già avviene in Paesi come la Gran Bretagna, la Finlandia, l’Estonia e altri Paesi europei, il coding e la didattica digitale devono avere uno spazio prioritario nella formazione dei giovani. Essenziale è però partire dalla formazione digitale dei docenti, iniziale e in servizio, “per avere a disposizione una nuova generazione di docenti più tutor e più coach”, conclude Aprea, “È tempo di cambiare”.

da Tuttoscuola