GREEN PASS, PER CHI È VACCINATO CONTROLLO INIZIALE (E POI A SCADENZA)

L’aiuto alle scuole annunciato su questo giornale dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sull’avvio del nuovo anno e in particolare sulla gestione del green pass (per tutto il personale obbligatorio dal 1° settembre) si concretizzerà in quattro mosse.

Parte un help desk per iniziare ad ascoltare le richieste degli istituti, e offrire prime risposte. La prossima settimana, forse il 31 agosto, ci sarà una conferenza di servizi con tutti i presidi, coordinata dal capo dipartimento, Stefano Versari, per riepilogare norme e circolari in vista della riapertura. È, poi, in corso, una interlocuzione con il garante della privacy e il ministero della Salute per tentare di alleggerire il controllo sul green pass: l’idea del ministero dell’Istruzione è quella di procedere a una verifica iniziale. Poi per coloro che hanno il vaccino (e quindi una certificazione verde valida per diversi mesi), vale a dire la stragrande maggioranza, ripetere il controllo a scadenza (e non quindi tutti i giorni). Il controllo sarà invece più frequente per coloro, la minoranza, che non sono vaccinati e che, pertanto, per entrare a scuola, in base alla legge, devono possedere un tampone valido nelle 48 ore precedenti. Quarto: potenziare l’organico, in primis quello tecnico-amministrativo. Sono già stati immessi in ruolo 12mila Ata, il personale ausiliario, tecnico e amministrativo, a cui se ne aggiungeranno, a breve, altri 12mila sempre per affrontare il riavvio dell’anno scolastico (a oggi l’organico Covid è previsto fino al 31 dicembre).

Nel giorno in cui al Tar Lazio ha acceso semaforo verde all’obbligo di green pass per scuola e studenti universitari (è stata rigettata la richiesta di una sospensione cautelare urgente – il 6 ottobre è fissata la trattazione collegiale della controversia) il ministro Bianchi è tornato a incontrare i sindacati, ribadendo tutte le misure per riaprire le scuole, in presenza, e in sicurezza, fin qui varate dal governo. Il mancato possesso del green pass (oltre 186mila soggetti, tra prof e Ata, secondo l’ultimo monitoraggio del commissario Figliuolo – in attesa dei dati aggiornati da parte delle regioni) è considerato, dalla norma, come “assenza ingiustificata” e il personale scolastico che ne è privo non può svolgere le funzioni proprie del profilo professionale, né permanere a scuola. La conseguenza giuridica, è anch’essa prevista dalla legge: a decorrere dal quinto giorno, scatta la sospensione senza stipendio (il supplente si nomina sempre dal quinto giorno); e la riammissione in servizio potrà avvenire non appena si sia acquisito il green pass.

Nelle linee guida sul trasporto inviate al Cts dal ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, si prevede poi il ritorno del controllore sui mezzi pubblici e a terra, non solo per verificare i biglietti ma anche per accertarsi della corretta applicazione delle misure anti-Covid: dalla capienza all’80% al distanziamento, fino al corretto utilizzo della mascherina. Domani è previsto un incontro con le Regioni, che dovranno poi delineare i propri piani di trasporto pubblico locale; uno snodo cruciale in vista della ripresa delle attività e delle scuole a settembre. Per il secondo semestre dell’anno ci sono oltre 600 milioni per i servizi aggiuntivi (sulla base delle indicazioni dei tavoli prefettizi) e 800 milioni per compensare i maggiori costi” e le perdite legati alla pandemia.

Per le scuole, il lavoro di questi tavoli prefettizi serve per raccordare gli orari delle attività didattiche con quelli del Tpl. Nelle linee guida, si auspica un aumento delle corse, specie nelle ore di punta; e di modulare gli orari di lavoro e scuola in relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento. L’obiettivo è evitare picchi di utilizzo dei mezzi. Su questa linea, si raccomanda, anche, quando possibile, l’incentivazione della mobilità sostenibile.

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci