La Scuola, Cenerentola d’Italia

Gli studenti del liceo Tasso di Roma hanno espresso il loro parere sulla situazione di stallo che sta vivendo la scuola superiore:  Il vero virus nelle scuole è la mala gestione… un virus che ha contaminato, roso dall’interno l’istruzione e il valore sociale e umano della scuola, ora svuotata di ogni senso educativo, dell’idea stessa che ne è alla base, del suo essere priorità e fondamento di un paese e di un popolo che intendano sviluppare un pensiero critico e dunque libero.

“A settembre, vittime ancora di una visione miope delle istituzioni, noi studenti siamo tornati a scuola con misure rigide all’interno dell’edificio, ma totalmente assenti all’esterno di esso. Ad un inquietante, ma giustificato, ordine interno, corrispondeva un inquietante, ingiustificato, disordine esterno: sui mezzi, nei bar, nei luoghi di lavoro. Ciò ha contribuito all’innalzamento della curva dei contagi, che, a ottobre, nonostante i sacrifici della comunità scolastica, ha imposto il passaggio in DaD al 100%.

Non appare forse folle che siano tollerate lunghe file nelle maggiori vie commerciali e non la presenza degli studenti nelle sedi della formazione della morale civica? Non appare forse folle che l’istruzione dei giovani sia sacrificata a una logica del profitto?

Come meravigliarsi allora della rabbia e dell’esasperazione che oggi animano noi studenti, i nostri professori e tutti coloro che con noi orbitano attorno alla scuola?

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Il sistema dei mezzi pubblici non è pronto a supportare il trasporto dell’utenza scolastica e inoltre le scuole non sono attrezzate per garantire il consumo di un pasto senza l’esposizione ad un eventuale contagio.

In questo clima asettico, scandito da un ritmo estenuante, che non tiene conto della qualità ma solo della quantità delle ore, l’istruzione diventa sterile e priva di ogni capacità di entusiasmare. Non è sufficiente garantire il rientro a scuola con provvedimenti provvisori e contraddittori, tutt’altro che risolutivi, se questo avviene in modalità insostenibili e poco produttive, per colmare le mancanze di mesi.

Vogliamo risvegliare alla memoria dei politici il valore dell’educazione scolastica e l’insanabile danno che può procurare alla vita di un ragazzo l’assenza o la mala gestione di questa. La scuola, per alcuni, è l’unico punto di riferimento. “