Ritorno a scuola ancora incerto per le superiori.

“Stiamo prendendo atto dei problemi dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”

Rientro in presenza il prossimo 7 gennaio per elementari e medie, mentre studenti e personale scolastico delle superiori ancora non sanno con certezza quando potranno rientrare a scuola. Diversi governatori ritengono infatti che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio. La questione è stata posta dai presidenti di Regione durante il vertice dello scorso 3 gennaio, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio. Questo nonostante lo scorso 23 dicembre il Governo, le Regioni e le Province autonome, le Province, le Città metropolitane e i Comuni abbiano siglato, in Conferenza Unificata, l’intesa per la riapertura delle scuole del 7 gennaio. Intanto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina conferma: “Si rientra il 7 gennaio, la scuola è stata sin troppo sacrificata“.

“Posso confermare la volontà del governo di riaprire. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni: ora è arrivato il tempo di tornare in classe”, ha detto Azzolina in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. “La scuola è un servizio pubblico essenziale, non si può continuare a sacrificare i ragazzi né pensare che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza“.

 I sindacati della scuola sembrerebbero invece d’accordo con  i governatori: “Stiamo prendendo atto dei problemi dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”, ha detto all’ANSA Elvira Serafini, segretaria dello Snals.

“Continuiamo a leggere notizie giornalistiche ma con il Ministero non c’è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati; continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%. Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche per tenere insieme i gruppi classe e quelli in Ddi. Non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi. In alcuni casi non vengono investiti i finanziamenti assegnati nei mesi scorsi per ritardi burocratici. Ci preoccupa tanto la disomogeneità delle soluzioni”, afferma anche Maddalena Gissi, Cisl Scuola. “Gli studenti rientreranno e studieranno normalmente a seconda della consistenza economica ed organizzativa delle loro regioni. C’è una dissociazione schizofrenica tra quanto si dice sulla necessità di rientrare a scuola e quanto si riesce a mettere in campo realmente! Manca un’idea complessiva di sistema e tutto passa attraverso soluzioni tampone che non fanno il bene dei nostri alunni e del futuro del Paese. Il 7 si rientrerà? La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!”, conclude la segretaria Cisl Scuola.

“E’ un errore scaricare sulla scuola le evidenti inadempienze diffuse che la scuola e il futuro del paese subisce e subirà nel tempo. Sarebbe ora di tornare all’unità e al consenso. Le forzature e lo scaricabarile sulle responsabilità non fa bene alla scuola e al futuro dell’Italia. Dall’emergenza si esce tutti insieme e se si torna al dialogo e al confronto. Per questo ci vuole cultura di governo e se ne vede veramente poca. Basta retorica e affrontare la realtà a cominciare dai presidi sanitari e dalla campagna di vaccinazione che deve fare perno sulla scuola e non come sta accadendo per i trasporti e lo scaglionamento, su altre sia pure importanti attività che vorrebbero la scuola in posizione ancillare, di adattamento continuo alle esigenze altrui, non volendo capire l’importanza del settore per il futuro sociale ed economico che è evidenziato solo a parole”, ha sottolineato Pino Turi, segretario della Uil scuola. “Si deve tornare all’accordo sulla sicurezza di agosto e ripartire da quel punto. Manca la politica e le decisioni strategiche che invece sono prevaricate da una visione miope e di parte. In questo modo la scuola sarà come è evidente il vaso di coccio tra quelli di ferro”, conclude il dirigente sindacale.

Tuttoscuola: da quarant'anni l'informazione educativa 4 gennaio 2021