La lunga marcia delle scuole paritarie

Prosegue la battaglia che le scuole paritarie stanno combattendo per la loro stessa sopravvivenza, iniziata già prima dell’esplosione della pandemia a causa del declino delle iscrizioni, messo in evidenza da Tuttoscuola in modo documentato, ma diventata drammatica a seguito della sospensione del pagamento delle rette da parte delle famiglie nel lungo periodo del lockdown.

Il governo e il Parlamento hanno colto la gravità del problema, che se non affrontato con interventi urgenti di sostegno si sarebbe tradotto (ciò che comunque in parte è avvenuto) in un travaso di alunni dalle scuole paritarie a quelle statali a costi assai maggiori per le casse dello Stato, considerando che il costo medio annuale di un alunno delle statali è di circa 8.000 euro, quello di uno delle paritarie era di 700 euro prima dei recenti interventi (300 milioni stanziati dal decreto Rilancio, 180 per asili nido e infanzia, 120 per le altre scuole) e resterà comunque sempre assai più basso di quello stanziato per le scuole statali.

Dal punto di vista della sostenibilità economica allo Stato conviene dunque aiutare le scuole paritarie più a rischio a non chiudere, limitando l’arrivo di nuovi alunni nelle proprie scuole. Sono, in particolare, quelle che avevano una retta di 3.500 euro, inferiore al costo minimo, quantificato in uno studio di Anna Monia Alfieri, nota esperta della materia, in “3.800 euro annui per l’asilo, 4.200 per le elementari, 5mila per le medie e 5.500 per le scuole superiori”. Alcune sono state salvate dal decreto Rilancio, ma altre no, e hanno chiuso (102 secondo il sito noisiamoinvisibili.it).

Il problema si riproporrà presto. La proposta di un costo standard uguale per tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie, avanzata dalla Alfieri col sostegno dell’Istituto Bruno Leoni, un think tank liberal-liberista, incontra difficoltà di tipo politico, anche se sulla carta dispone di un largo consenso parlamentare trasversale. Per questo sono allo studio anche altre proposte, come quelle indicate dalla presidente nazionale della FIDAE Virginia Kaladich (convenzioni, detrazioni, buono studio e altro) nell’ampia intervista rilasciata a Tuttoscuola, che si può leggere qui.

Occorre tener conto del fatto che ci sono anche scuole paritarie di élite economicamente in attivo, con rette non lontane da quelle delle migliori scuole private internazionali come quelle inglesi e svizzere (tra 50.000 e 100.000 euro all’anno). Non sarebbe equo che anche le scuole di élite, e i genitori italiani che possono permettersele, beneficiassero di misure volte ad assicurare l’equilibrio dei conti delle scuole paritarie in difficoltà, che è invece giusto aiutare, come auspica anche Giuseppe Richiedei in un intervento pubblicato su tuttoscuola.com.

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