Il capo della task force sulla scuola: “Ma che abbiamo lavorato a fare?”

“Il piano scuola c’è, esiste, ed è stato consegnato al ministro dell’Istruzione. Nessuno di noi componenti della commissione lo ha mai divulgato alla stampa”.

In un colloquio con “Il Foglio” Patrizio Bianchi, ex Rettore dell’Università di Ferrara, ordinario di economia, parla della commissione fortemente voluta dalla ministra Azzolina durante il lockdown, ma ora la sua impressione è che, a lavoro finito, la stessa titolare del dicastero di viale Trastevere non l’abbia sufficientemente difesa. Tanto che Bianchi afferma: “E’ un’impressione e non è isolata”. “Si è molto parlato di questa commissione – prosegue il docente – si è discusso sull’opportunità di istituirla” e “tenendo conto delle critiche che abbiamo ricevuto forse sarebbe stato utile dare spazio, favorire un dibattito intorno al testo” partorito. Poi Bianchi chiosa: “Credo, senza polemiche, che sia mancato”.

Ma “attenzione”, aggiunge poi il responsabile della commissione che porta il suo nome, “non significa che nulla è stato recepito. Significa che forse occorreva fare di più” ma queste “sono domande che vanno rivolte alla ministra e a cui io non posso rispondere” dice cortese ma con anche un punta polemica. Piano da 150 pagine, quello partorito dalla Commissione scuola Bianchi, azzarda una visione organica e tra i suggerimenti principali c’è la presenza del medico a scuola per “una sorveglianza sanitaria eccezionale”. Ovvero, un “medico competente” perchè “quella del medico è una figura importante e ricordo che in passato era presente”. Secondo Bianchi “in questo paese si è assistito ad una divisione quasi caricaturale su banchi e mascherine” e “ci si è concentrati interamente su questi aspetti” finendo invece “per dimenticare la necessità di un’educazione alla salute, comportamenti corretti da tenere, indispensabili per scongiurare il contagio”.

Insomma, ad avviso di Bianchi, la Commissione scuola voluta da Azzolina ha lavorato pensando che il virus potesse essere la molla “per superare i mali che affliggono la scuola e non solo quelli di oggi”, ma per sapere perchè i risultati del suo lavoro non siano stati diffusi non resta che rivolgersi alla Azzolina medesima.