Senza banchi monouso e con didattica distanza migliaia di istituti: la Scuola dopo la “farsa mascherina”

Molti istituti stanno comunicando che le lezioni riprenderanno a distanza. I banchi monouso non arriveranno per la riapertura e la confusione sulle regole da adottare per il distanziamento stanno inducendo i dirigenti scolastici ad adottare misure molto rigide.

Per i presidi, poi, l’annullamento del metro di distanza è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Se si aggiunge che in queste ore molte aziende di trasporto pubblico stanno rivedendo i criteri di affollamento dei mezzi, riducendo drasticamente il numero di passeggeri e diminuendo quindi quello degli studenti che potranno utilizzarli per recarsi a scuola, il quadro diventa sempre più fosco. La promessa di una ripartenza in presenza, fatta dal premier Giuseppe Conte e dalla ministra Lucia Azzolina, rischia di diventare una chimera.

La soluzione, a dire il vero, l’ha proposta il comitato tecnico scientifico: tutti in classe con la mascherina e le lezioni potrebbero riprendere. Ma allora il metro buccale, i banchi monoposto, con rotelle e senza, il cruscotto magico e le tensostrutture? Tutte inutili. Qui dalla tragedia dei numeri di una pandemia, che pare riprendere vigore proprio in corrispondenza della riapertura, si rischia di passare alla farsa della migliore tradizione italica.

La sensazione è che di fronte all’impossibilità di tenere fede agli ottimistici annunci sbandierati in queste settimane, si stia cercando una soluzione che possa evitare la figuraccia. Riuscire a compensare le esigenze di sicurezza del personale scolastico e degli studenti con la necessità di ripartenza in presenza era impresa titanica, ma l’eccesso di fiducia mostrato nelle scorse settimane, il muro contro muro con le organizzazioni sindacali, l’aver indicato negli avversari politici dei “gufi” da smascherare con la campanella di inizio anno, hanno reso il clima da sfida all’ok corral.

Ora, però, è giunta l’ora della verità. Senza più nascondersi dietro musei da adibire ad aule o banchi a rotelle che non arriveranno in tempo. E’ il tempo che gli italiani sappiano come ripartirà la scuola. E’ questo il compito della Azzolina, anche se sarà duro dire la verità. Ma il tempo delle promesse è finito.

da OggiScuola 16 agosto 2020