Concorso Dsga, dopo la “Querelle Lombardia” si attende l’arrivo di ispettori ministeriali

Lo scorso 8 giugno l’ufficio scolastico regionale della Lombardia ha pubblicato i risultati della prova scritta del concorso per direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) nelle scuole. A fronte di circa 1100 candidati, gli ammessi agli orali sono stati 207, sebbene i posti messi a disposizione dal bando di concorso fossero circa 600 (451, più una quota di idonei equivalente al 30%). In sostanza, solo il 16% dei concorrenti ha superato le prove scritte, con la conseguenza che le assunzioni saranno significativamente inferiori rispetto alle enormi carenze di organico relative alla figura di DSG

Ci chiediamo come sia possibile che circa 900 persone, preparate e motivate, le quali hanno avuto il merito di superare una prova preselettiva particolarmente impegnativa, dedite allo studio per la preparazione di questo concorso da circa un anno, abbiano consegnato elaborati così scadenti da non meritare nemmeno la sufficienza.

Possibile che tutti gli incapaci concorressero in Lombardia? È una domanda legittima, considerate le percentuali di ammessi nelle altre regioni, nettamente più alte. A ciò si aggiungano, altresì, rilevanti anomalie, oggetto di disamina da parte di alcuni legali, che hanno contraddistinto la procedura e la graduatoria di ammessi alle prove orali. Sulla questione e sulle particolarità del modus operandi della commissione di esame in Lombardia, hanno posto la loro attenzione diversi organi di stampa e parte della politica, la quale, valutata la gravità della vicenda, è intervenuta presentando interrogazioni parlamentari urgenti nei confronti del Ministero.

Sul punto, in piena corrispondenza a quanto già richiesto per mezzo di tali interpellanze, riteniamo quantomeno opportuno che si proceda immediatamente all’ invio di ispettori che possano far luce su quanto accaduto in Lombardia. Lo si deve al sacrificio, a livello di dedizione personale e di natura economica, di centinaia di candidati e, soprattutto, al rispetto dei valori di meritocrazia e trasparenza che dovrebbero contraddistinguere l’accesso al pubblico impiego. Una situazione del genere mina, in modo inequivocabile, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Auspichiamo, pertanto, che l’assordante silenzio del Ministero sulla questione possa al più presto terminare, stante la necessità di fornire risposte e spiegazioni chiare.
Il Comitato DSGA Lombardia